Qui siamo in piena telenovela infatti, che neanche Beautiful dei tempi d'oro...
Con ordine...
L'ultima in ordine di tempo è venuta fuori, almeno per me, oggi pomeriggio. Il mio capo ha mandato una mail di fuoco a tutto lo staff di GZ perchè pare che i cretinoni l'abbiano fatta grossa mentre tornavano a GZ dopo il workshop a Jericho la settimana scorsa.
Mentre erano sull'autobus, uno di loro ha deciso di guidare per 300 o 400 metri, in Israele, con patente palestinese e solo per automobili, un pullman pieno di gente, così, tanto per divertirsi, con tutti che ridevano e applaudivano, compresi il responsabile della sicurezza, il logista e i vari PM che dovrebbero essere responsabili del loro staff... Roba che, se li fermava la polizia, o finivano tutti in galera oppure come minimo gli avrebbero negato a vita il coordinamento per uscire da GZ, e in ogni caso la mia organizzazine ci avrebbe fatto una figura di melma e si sarebbe trovata in casini piuttosto seri davanti alle autorità indiane.
Questi imbecilloni non sono nemmeno autorizzati a guidare le macchine della ONG quando sono a GZ, immaginatevi un autobus senza patente e in Israele!!! Ma dico io, ma che vi dice il cervello?? Ho capito che siete come dei bambini in gita al luna park, ma diamine, un minimo di sale in zucca...
Poi, non contenti, avevano avuto l'autorizzazione a fermarsi lungo la strada per 1 ora in un centro commerciale subito prima di EZ per fare un pò di shopping prima di rientrare. E già questa era stata una concessione, dato che il venerdì pomeriggio è il momento in cui di solito succedono i casini al confine, dopo la preghiera. Quindi, onde evitare problemi, il rientro di tutti era stato calcolato in modo che avvenisse prima della fine della preghiera.
Invece i cervelloni sono rimasti per ben 3 ore al centro commerciale, e quando hanno attraversato il tunnel a EZ si sono puntualmente trovati nel mezzo di una manifestazione con lacrimogeni e tutto il corrimappresso...Nessuno si è fatto male, ma avrebbero potuto farsene parecchio, sti decerebrati. Dovevano essere completamente fuori di testa...
Io sono super contenta che non c'ero, che ero sulla strada per Eilat mille miglia da lì, ma loro adesso se la vedranno pareccio brutta con Guy, il mio capo, che è inca***to come una mina, giustamente. Ma ti pare, con tutti i problemi che abbiamo e tutte le questioni di lavoro, sto povero cristo si deve pure preoccupare che il suo staff non dia di matto per una volta che riesce a farli uscire quasi tutti da qui... Non lo invidio proprio...
Ma oltre a questo simpatico diversivo, che renderà colorite le nostre prossime giornate, c'è la soap opera vera e propria...la Project Manager che scompare...
Non vi ho mai parlato di lei perchè fin dall'inizio è stata un personaggio troppo complesso da descrivere in poche righe...
E' arrivata as Aprile, per dirigere il progetto in cui lavoro io, ed è stato subito chiaro che era un soggetto diverso da tutti gli altri che avevo incontrato fino ad allora.
La prima cosa che ha fatto è stata fumare una sigaretta con me, cosa più unica che rara per una donna palestinese (si ammazzano di narghilè ma non fumano mai, soprattutto mai in pubblico, è estremamente sconveniente).
Dopo due giorni che ci conoscevamo mi ha raccontato tutti i dettagli e i retroscena della sua love story con il marito (ma proprio tutti, senza ometterne manco uno per sbaglio...), di come e quanto fossero innamorati, di come si fossero scelti per un colpo di fulmine e non per imposizione famigliare, di quanto lui fosse aperto e tollerante, di come il sesso fosse incredibile, e via su questo tono. Ho pensato che fosse una tipa espansiva, ma all'epoca non avevo idea di quanto...
Una sera ci ha invitati a cena quando S. e N. erano ancora qui, e N. a momenti si strozza con il pollo mentre lei ci racconta tranquillamente che al suo matrimonio ha zittito una vecchia zia che voleva darle consigli matrimoniali, chiedendole se lei aveva mai fatto un pom*** in vita sua...
Insomma, ero intrigata da questa ragazza che decisamente non aveva nulla della tipica donna araba, una con cui non solo potevi parlare ditutto ma che era addirittura troppo aperta perfino per degli occidentali abituati a sentire di tutto...
Aperta nella visione del mondo ed energica e dinamica sul lavoro, mi piaceva averla come capa, molto per il lavoro di squadra, pratica, incoraggiante, ci siamo intese bene da subito. A dire il vero dopo un pò ho avutol'impressione che non è che si ammazzasse di lavoro... Era la prima a fare casino quando io cercavo di concentrarmi, la prima ad andarsene a casa appena scoccava l'ora x, la prima a stare su facebook o a fare telefonate-fiume ad amici o parenti... Ma poi quando c'era bisogno di lei era efficace e rapida nel risolvere i problemi, quindi ho fatto più volte finta di non vedere certe cose.
Comunque era sempre molto carina con me, sempre a chiedermi se avevo bisogno di qualcosa, a propormi di fare cose insieme nel weekend (anche se poi non mi ha mai portata da nessuna parte), a confidarsi con me quando discuteva con la suocera, con il fratello o con il marito (ore e ore a consolarla...durante l'orario di lavoro...).
Ho scoperto molto presto, visto che non si è mai risparmiata sulla narrazione della sua vita, che la sua famiglia viene da Nablus, suo padre era un pezzo grosso dell'intelligence e sua madre è stata la prima farmacista di GZ, e che hanno cresciuto i loro figli spingendoli tutti a pensare con la loro testa e a essere indipendenti, cosa decisamente non comune in questo contesto. Al punto che l'hanno sostenuta e aiutata a divorziare dal primo marito, che la chiudeva in casa senza cibo per giorni, la picchiava e le ha fatto perdere un bambino a forza di botte quando aveva 20 anni. E anche al punto di non opporsi quando lei è andata a convivere per un anno con il suo attuale marito prima di essere sposata. E a GZ, se il divorzio non è comune ma è comunque praticato, la convivenza è più tabù dell'ateismo...
Come dicevo, un personaggio decisamente fuori dal comune e decisamente interessante... Una persona con un'energia incredibile e sempre il sorriso dulle labbra, sempre sopra le righe, troppo sorridente, troppo colorata, troppo rumorosa, troppo scherzosa, troppo sempre amica... Talmente troppo che molto presto, dopo un'iniziale trasporto nei suoi confronti, ho iniziato a retrocedere, diffidente...Niente di plateale, ma era tutto così ostentato e gridato, la sua emancipazione, la sua libertà, la sua felicità matrimoniale... Le altre ragazze dell'ufficio si dividevano tra chi l'adorava e chi non la poteva vedere, e io che cercavo di non farmi influenzare dalla facciata sbandierata e di vedere un pò più in profondità, cercando di riportare alla luce la persona genuinamente pulita e corretta e professionale che ho sempre pensato fosse nascosta sotto a tutte quelle parole e barzellette e goliardate.
Passavano i mesi, e depurando qua e là le sue esternazioni di giubilo per la sua vita, è emersa piano piano una persona sola, senza un'amica... un pò perchè troppo prima donna per averne, un pò perchè forse troppo libera di parola per una società retrograda anche se suo malgrado, un pò perchè strangolata come tutte le altre donne dalle incombenze domestiche, gli obblighi familiari, le cene da cucinare, i parenti da intrattenere anche se esausta e malandata...tutte cose da cui non riusciva a sottrarsi nonostante tutta la sua sbandierata libertà ed emancipazione.
Ogni giorno mi diventava più chiaro che era fatta di make-believes, di un caleidoscopio di immagini di quello che avrebbe voluto essere e che forse in passato è stata, ridotti però a maschere che lei per prima avrebbe disperatamente voluto credere reali... Dietro ogni parola spesa per definire quanto perfetta fosse la sua felicità era nascosto un pezzo di vita domestica uguale a quella di tante altre donne non perfette e non felici ma dignitosamente passive nei confronti di un destino a cui non hanno saputo opporsi.
Lei invece, probabilmente, ha avuto la fortuna o la capacità di fare le sue scelte, ma alla fine della fiera anche per lei i manicaretti che si vantava di saper cucinare finivano serviti da lei nel piatto di suo marito che nemmeno si alzava per porgerglielo; i trucchi e i vestiti sexy che comprava con aria maliziosa venivano usati esclusivamente al chiuso della sua casa per compiacere il marito, così come la sua vantata abilità nel ballare danza del ventre, latino americani e qualunque altro tipo di ballo sensuale non è mai stata esibita tra amici a una festa ma sempre e solo per il suo uomo, piacevolmente intrattenuto anche quando lei arrivava da una giornata di lavoro, dalla spesa, dalla cucina, dal lavaggio piatti e da tutto il resto, stanca morta e sola, sola come un cane.
Ma tutto questo lei lo ha sempre fatto sembrare come parte di una favola romantica disneyana, con l'ottusa testardaggine di chi non vuole vedere le cose per come stanno e soprattutto non vuole assolutamente che gli altri lo vedano, in particolare se occidentali e conformi a quel modello a cui lei tanto tendeva senza riuscire in realtà a viverlo mai.
Tante volte ero combattuta tra il fastidio per l'ostentazione così spudorata di una gioia che puzzava di marcio lontano un chilometro, e la tristezza per una persona piena di vita e di sogni intrappolata in un mondo e in una vita che non riusciva ad accettare e che cercava di costruirsi almeno nella sua testa perfetta come l'avrebbe voluta nella realtà.
Tanti piccoli segni, cose che venivano dette apposta per creare un'immagine di lei di un certo tipo, quando nessuno glie l'ha mai ciesta, e che poi venivano puntualmente e pateticamente smentite...Come quella volta che abbiamo affittato la piscina con tutti i colleghi, dopo che per mesi mi aveva fatto una testa così con quanto si era divertita l'anno scorso in piscine come quella con i suoi amici francesi e americani, a fare a gara a chi aveva il bikii più succinto, perchè lei non aveva problemi a metterselo, e anche suo marito era molto tollerante e aperto e non le avrebbe mai impedito di metterselo, eccetera eccetera... E poi, combinazione, proprio quel giorno in cui eravamo davvero in piscina tutti quanti, lei aveva il ciclo...e non solo non si è messa in bikini, ma non si è nemmeno tolta il velo...e poi si è sentita in dovere di spiegare, a me e a S. perchè non lo aveva fatto...
Oppure quella volta in cui siamo rimasti in ufficio fino a tardi, io, lei e un nostro collega, e quando io ho fatto per andarmene lei mi è corsa dietro pregandomi di rimanere perchè non sarebbe stato appropriato per lei rimanere da sola con un uomo, e suo marito si sarebbe indispettito...
E altre piccole cose...a cui, se lei non avesse attirato così tanto l'attenzione sulla sua condizione libera e indipendente, nessuno avrebbe fatto caso, sarebbero stati comportamenti normali per una donna palestinese sposata e sarebbe finita lì, senza nessun giudizio. Invece lei ci ha costruito sopra un mondo da condividere con me in ogni dettaglio, tanto che poi quando il castello di carte inevitabilmente crollava il suo essere come tutte le altre anzichè perfettamente normale finiva per apparire grottesco e patetico.
E una persona così non poteva che essere eccessiva anche nelle sue manifestazioni di affetto e amicizia. I sui sentimenti non potevano essere discreti e privati ma dovevano per forza essere sbandierati in faccia a tutti con il megafono; nelle sue dichiarazioni al mondo il suo team (io e gli altri 3 colleghi) non potevamo semplicemente essere in gamba, dovevamo essere i migliori di tutti; io non potevo essere solamente una collega con cui si trovava bene, ma dovevo essere presentata in giro come la sua migliore amica; la nostra ONG non poteva essere semplicemente un piacevole luogo di lavoro ma doveva essere per forza la sua seconda famiglia...
E più lei mi sbrodolava addosso il suo incondizionato affetto, più io mi ritraevo in un'osservazione psico-antropologica dei suoi comportamenti e dei suoi eccessi. Solo che io lo facevo con affetto, gli altri la pigliavano per i fondelli, se non la detestavano apertamente. Non si è mai resa conto del fastidio che certi suoi comportamenti provocavano, anzi, ne rideva come di una sua dote in grado di far ridere le persone...'Vedrai come ti darò fastidio stasera, ti farò tutte domande personali e ti obbligherò a rispondere, mi odierai...'... ridendo della sua sagacia senza vedere il lampo d'odio negli occhi della sua vittima designata che tutto avrebbe preferito fare pur di non essere costretta a stare al suo gioco.
Insomma...una donna un libro di psicanalisi... E adesso, come se non bastasse, la trama si fa thriller, perchè sta donna è riuscita a incasinare in maniera non più districabile una situazine che avrebbe potuto essere gestita con professionlità e calma se solo lei non ne avesse dovuto farne un capitolo el suo libro di fanta-storia...
La malattia è quasi certamente vera, l'ho vista deperire nell'ultimo mese abbastanza a vista d'occhio, anche se molti dei sintomi tra cui la perdita di peso e il tossire sangue erano solo nelle sue parole. Comunque non stava bene, e anche il fatto che volesse farsi esaminare in giordania era comprensibile, dato che a GZ le srutture sanitarie sono a dir poco arretrate e in Israele apparentemente molto costose. E, volendo, ci sta pure che in qualche modo abbia temuto il sospetto degli altri colleghi e che abbia cercato in tutti i modi il mio sostegno e appoggio per convincere i nostri capi a cercare di farle avere il coordinamento per andare ad Amman approfittando del fatto che eravamo già tutti a Jericho per il workshop. La ho vista farsi fare un'iniezione di antibiotico da un infermiere, e mettersi a letto quasi svenuta per la febbre, quindi che stesse male non lo metto in dubbio.
Solo che poi, invece di comportarsi come una persona normale, sparisce da un momento all'altro, non solo senza dire niente ma pure rispondendo evasiva a un mio messaggio quando in realtà già era al confine con la Giordania pronta ad attraversare...
Poi non dà più notizie per 4 giorni, il marito non risponde al telefono nemmeno agli amici, e poi fa trapelare che le hanno trovato un cancro allo stomaco e le stanno facendo altri esami... Mentre arrivano voci che dicono che in realtà è partita per gli Stati Uniti con suo marito, che invece di essere bloccato a GZ come diceva lei sarebbe arrivato in Giordania addirittura prima...
Poi sparisce di nuovo, nessuna risposta ai colleghi preoccupati che la cercano nè a me, che ero la sua 'migliore amica', che mi ero offerta di accompagnarla ad Amman per non farla stare da sola durante gli esami visto che 'lì non aveva nessuno' eccetera...
Poi finalmente mi risponde su FB, senza dire esattamente dov'è ma scusandosi per i problemi che ci ha dato e dicendo che dovrà andare a Dubai per curarsi.
Subito dopo invia due email ufficiali strappacuore, in cui dà le dimissioni praticamente dando a tutti l'estremo saluto, tirando in ballo storie strazianti di lei che nella vita avrebbe solo desiderato un figlio mentre dio non glie lo ha dato perchè così non rimarrà orfano dato che a lei non rimane molto da vivere...
E dopo mezz'ora mi riscrive su FB dicendomi che vuole essere sincera con 'la sua migliore amica', che domani parte per gli Stati Uniti, che le hanno detto che il suo tumore è circoscritto e quindi l'operazione dovrebbe risolvere il problema, e poi approfitterà della malattia per rifarsi una vita con suo marito fuori da GZ, chiedendo asilo politico negli USA, in Canada o in Turchia, dove mi aspetterà a braccia aperte perchè vada a trovarla...
Insomma, un'uscita di scena degna di lei, se non fosse che si è sempre professata onesta e professionale... Ci ha mollati da un giorno all'altro, con scuse traballanti e mezze verità presumibilmente per non far sapere che se ne sarebbe andata per sempre, quando io non vedo dove sarebbe stato il problema... Si fa passare per una in fin di vita piuttosto che ammettere che ha leggermente approfittato dell'intermediazione della nostra ONG per scappare e rifarsi una vita fuori di qui... E secondo me aveva pianificato tutto fin dall'inizio, non voglio dire che la febbre e il sangue fossero tutte cazzate, ma se ripenso all'espressione di sua madre quando è venuta ad accompagnarla alla macchina quando siamo partite per il workshop, quella non era la faccia di una donna preoccupata perchè sua figlia ha la febbre ma quella di una madre che sa che non rivedrà più sua figlia...
Senza senso...Mi rendo conto di aver speso vagonate di parole per una storia assurda... ma ma una volta aperte le dighe parlando di lei non mi sono riuscita a fermare...Sono turbata, sconcertata, incredula di fronte a un copione che nemmeno David Linch avrebbe potuto concepire in modo più contorto e sconclusionato.
Comunque...fatto sta...anche se non capirò mai le ragioni di tutta questa segretezza, di queste bugie, di questi sotterfugi, ti auguro di trovare quello che cerchi, e di essere in salute per poterti godere la libertà che, giustamente, hai tanto cercato e che forse adesso finalmente troverai davvero...
Ma sono tanto, tanto perplessa...mah...