lunedì 16 maggio 2016

Post Scriptum...see you in Haiti! :)

Ho omesso di dire che, come saluto dalla ridente Gerusalemme, sono stata aggredita da un corvo!!!

Non c'è niente da ridere (già vi sento), è stato come essere in un film di Hitchcock! Ero sulla nostra terrazza, come mille altre volte, seduta sul muretto a fumare tranquillamente una sigaretta, come mille altre volte, quando ho sentito un frullo d'ali sopra la mia testa e un nanosecondo dopo mi sono sentita piombare a peso morto, sempre sulla mia testa, qualcosa di unghiuto e incazzoso...

Mi è preso un colpo, ho alzato gli occhi, e c'era sto corvaccio che svolazzava a mezzo metro sopra di me, con tutte le piume gonfie, il becco aperto e sto sguardo incazzatissimo...e mi urlava addosso come un ossesso... Roba da pazzi... E non c'è stato verso di farlo smettere! Continuava a svolazzarmi addosso, a urlarmi contro le peggiori oscenità in corvese, e non accennava minimamente a impressionarsi per me che mi sbracciavo per farlo andare via, quasi più oltraggiata dal fatto che non fosse per niente intimorito da me più che spaventata per il suo attacco, del tutto gratuito e ingiustificato.
Alla fine ho dovuto scappare in casa e chiudermi dentro! Ma vi rendete conto? Io che scappo davanti a un uccellaccio grosso come un pollo! Qualcuno ha avuto l'idea che forse ha scambiato i miei capelli per il suo nido e ha pensato che glie lo stessi rubando....simpatici... Comunque vi assicuro che non è stato per niente divertente...

Sgrunt...

E dopo questo resoconto zoo-horror, vi saluto davvero, anche perchè ormai la Palestina-e-dintorni è lontanissima da me, oltre che psicologicamente anche geograficamente (saranno 9000km, vi bastano???).

E, se vi va, venite a trovarmi nella mia nuova destinazione, Haiti  :):)

http://diariodahaitiedintorni.blogspot.com/

Baci a tutti!!!



...e poi, via...

Ovviamente sono riusciti a farmi piangere...

Ieri mattina quando ho dato l'ultimo sguardo alla mia stanza e al mare, mi è uscita una lacrimuccia... 
E' suonato il campanello e mi sono trovata davanti i ragazzi e le ragazze del mine action team, venuti a salutarmi prima di andare a fare un sopralluogo... e si sono aperti i rubinetti... Poi sono andata in ufficio, ho stampato le ultime cose, e quando ho preso la borsa per iniziare i saluti e il mio gigantesco project manager mi ha dato la mano con quel suo sguardo negli occhi, ho riattaccato a piangere... E poi ho fatto tutto il giro dell'ufficio con la gente che mi inseguiva con i fazzolettini di carta... Mi sto rammollendo, ovviamente...

Mentre ero in macchina, mi hanno risollevato l'umore...sono passata davanti a un nuov negozio di mobili, con l'insegna gialla e blu, e il nome... "EKIA"... fantastico! (Dopo che ho visto un negozio di vestiti che si chiama "H&H" non mi stupisco più di niente...).

A Erez invece mi hanno fatto sclerare... La valigia che avevo impiegato mezz'ora a chiudere per quanto era piena, me l'hanno aperta e messa tutta sottosopra, sti malefici, e per ricomporre tutto il puzzle ho visto i sorci verdi. Poi un quarto d'ora al controllo documenti, perchè gli si era impallato il computer, con la signorina che per far conversazione mi chiede "ma dovè il Ciad?"....

Il tutto con due valigie, uno zaino e una borsa, che messi insieme pesano più di tutta me... Un massacro... Per fortuna a Lione mi pagano il taxi, sennò mi sarebbe venuta un'ernia stavolta...


Ieri cenetta in terrazza con la mia collega tascabile come dice S. (è filippina), oggi in ufficio a Ger per le ultime cose, tra poco me ne vado in città vecchia per l'ultimo giro... e stanotte alle 6 si parte.

Quindi, ragazzuoli, è qui che finisce il mio resoconto dalla Palestina e dintorni...almeno per adesso ;)

Stay tuned per l'avventura ad Haiti!!!

Un abbraccio,
E.


domenica 24 aprile 2016

Farewell

...and here we are again...

Ultima notte a Gaza...strana e malinconica sensazione, come sempre... Ma era da parecchio che non passavo così tanto tempo in un posto (dal mio personale Klondike, in effetti...) e che dire addio non suonava così triste...

E qui, dirsi addio suona molto più definitivo e drammatico che in altri posti del mondo... Guardi negli occhi le persone, mentre ti augurano fortuna successo e un sacco di belle cose, e tutto quello che tu puoi augurare loro suona, se non falso, stonato. Loro vedono le persone venire e poi ripartire, in un ciclo quasi stagionale, e loro restano qui... Scherzano su quando ci rivedremo, magari ad Haiti...magari in Italia... e tutti sanno che se non tornerai tu, un giorno, non c'è speranza che vi rivediate davvero. E tu te ne vai, con le loro amicizie su facebook, restiamo in contatto, non ci perderemo, e tutto il resto, sapendo che prima o poi tutti loro saranno di nuovo sotto le bombe, mentre tu sarai al sicuro da qualche parte... e chissà cosa succederà alle loro vite...

Sono stati meravigliosi, mi hanno portata a pranzo fuori, tutto l'ufficio in truppa, e ognuno mi ha fatto un discorso strappacuore... e io non ho potuto che ringraziarli per tutto quello che mi hanno dato, per avermi fatto sentire a casa fin dal primo momento, per il sostegno, l'aiuto, le mani tese per aiutarmi a imparare a vivere in un posto tanto diverso e tanto lontano, senza mai farmi sentire sola... Certo, lo so, tante cose in queste situazioni si dicono per circostanza, e so che non mancherò a nessuno, veramente. Però so anche che sono sinceri quando dicono che sono stati contenti ad avermi tra loro, e la stessa cosa vale per me. E questo basta a farmi sentire come se stessi lasciando un nido...

Anche gli amici che mi sono fatta fuori dal lavoro sono stati molto carini, sono riuscita a vedere e a salutare tutti, più o meno (persino Bistecca ho potuto salutare :) ). Qualcuno lo perderò, qualcun altro rimarrà attaccato con un filo alla mia vita e magari un giorno ci rivedremo...a volte è successo... Ma la maggior parte di loro resterà confinata in questo tempo e in questo spazio, in una memoria fatta di partite di pallavvolo in mezzo agli alberi, di cene singaporegne (...singaporesi?...singaporiane?...ma come si dice???) che finiscono con smoothie alla fragola, di cene fuori inerrotte puntualmente dai festeggiamenti per qualche compleanno con in sottofondo una versione trash-disco di Happy Birthday to You e palloncini in ogni dove, di serate in terrazza a giocare a Warewolf a lume di candela attorno a un tavolo imbandito di cose proibite, e di serate in casa a giocare a backgammon online per sentirsi più vicini...

Un sacco di vita appiccicata al cuore, e che resterà li, come tutto il resto, a ingrossarlo e a farlo battere sempre più forte.

Grazie di tutto.

martedì 19 aprile 2016

Perchè...l'Uomo Ragno... è qui!

Siamo stati evacuati da casa nostra in fretta e furia ieri pomeriggio alle 17, per andare in un hotel  lontano dalla spiaggia e dalla strada costiera. Adesso sono seduta alla scrivania nella mia stanza d'albergo e sento le esplosioni a meno di un km da qui, possenti boati che scoppiano a intervalli di circa 5 minuti, accompagnati dalle sirene delle ambulanze...

.....Ok, non panicate! Non siamo in guerra, anche se sembrerebbe...E' solo un'esercitazione ;)

Però è alquanto bizzarro e inquietante lostesso. Tutto quello che ho scritto è vero, solo che è una gigantesa esercitazione militare, che i simpatici barbuti hanno deciso di fare sulla spiaggia esattamente davanti a casa nostra. I giorni scorsi per 5 volte mi hanno fatto cascare dalla sedia per lo spavento, erano a 500 metri da noi, 10 sfigati su una barchetta scalcagnata, giocando allo Sbarco in Normandia e facendo esplodere granate o roba del genere, in pieno centro città, con tutta la gente ferma a bordo strada a guardarli... E immagino che esattamente quello fosse lo scopo, far vedere quanto sono bravi e fighi (non che dessero proprio l'impressione di un esercito organizzato, in ogni caso...), ma gli scoppi erano talmente potenti da far tremare i vetri e vibrare l'aria persino al quinto piano di un edificio a 500 metri di distanza.
E poi, dopo 2 giorni di questa giostra, hanno comunicato che (oggi) avrebbero messo su una vera esercitazione di massa, con epicentro sotto casa nostra, per tutta la mattinata. Quindi i miei colleghi hanno deciso di chiudere l'ufficio e ci hanno detto di rimanere chiusi in casa. Poi però si sono ricordati che durante una simile esercitazione qualche anno fa a un certo punto i barbuti hanno deciso di giocare a Rambo e sono entrati a forza bel nostro palazzo, sono saliti sul tetto e si sono calati con delle corde in stile Apocalipse Now... E l'idea di essere in casa mentre sti scalmanati, presumibilmente in tuta mimetica e con le facce impiastrate di nero, si arrampicano sui muri come l'Uomo Ragno e si rincorrono con finte pistole, non era particolarmente allettante.
Perciò fatti i bagagli in fretta e furia e rifugiati in hotel....
A una settimana dalla partenza mi mancava proprio l'esperienza dell'evacuazione, anche se simulata...Hmpf...

Eh si, perchè lunedì prossimo lascio GZ definitivamente, e mercoledì ho il volo di rientro da Tel Aviv...
Non sto a dirvi quanto mi senta strana all'idea di andar via...dico solo che da una settimana faccio fatica ad addormentarmi, mi giro e mi rigiro nel letto, e mi sveglio nel mezzo della notte. E chi mi conosce almeno un pò capisce da sè quanto questo non sia conforme al mio solito, usuale, ghiresco modo di essere, e sia quindi una spia di uno scombussolamento generale.
Da un lato non vedo l'ora di andarmene perchè, dopo più di un anno qui, sento il bisogno di aria nuova, stimoli nuovi, un nuovo ambiente e nuove sfide. Qui ormai sono in una confortevole nicchia, so esattamente cosa aspettarmi da ogni collega, so cosa posso chiedere o non chiedere a ognuno di loro, so come gestirli e come trarne il massimo, e diciamo che l'effetto sorpresa e adrenalina è ormai svanito.
Il lato positivo di tutto ciò è che, chiaramente, se dovessi iniziare un nuovo progetto mi sentirei perfettamente a mio agio, saprei fin da subito cosa fare e come farlo, che non è poco. Ma al momento ho più bisogno di nuovi stimoli che di sicurezza.

Quindi me ne vado ad Haiti... :) :)

Già, prossima tappa: Caraibi! Yeeeeeeee!!!! Finalmente un bel posto!!! Ancora non ci credo, sono anni che mando CV per posizioni ad Haiti e non ci sono mai riuscita, e adesso finalmente si è aperta una vacancy, sempre con la mia organizzazione, che sembra fatta apposta per me. Quindi a metà maggio riparto (ho solo due settimane di vacanza...) e per ora ho un contratto di 3 mesi, poi si vedrà.

Quindi, insomma, me ne vado da qui con tristezza, ma l'idea di ripartire subito per un posto che è sempre stato, assieme alle Filippine, nei miei sogni di 'cooperante' mi rende elettrica e sovreccitata...e te credo che poi non dormo!

Ma ormai ho capito che è proprio questa sensazione è il vero motivo per cui faccio questo lavoro... Non è, come alcuni pensano (credendomi migliore di quello che sono) la voglia di 'fare del bene' al prossimo, oppure la natura specifica del mio incarico (che ogni volta è stato diverso, negli anni e nelle varie missioni). No, il vero motivo per cui questa è la mia strada è che non riesco a vivere (bene) senza l'a scarica elettrica di sapere che scoprirò un nuovo mondo, conoscerò nuove persone, esplorerò posti, culture, paesaggi che altrimenti non avrei neanche potuto avvicinare, e aggiungerò un'altra bandierina al mio privato mappamondo... E' innegabile, è una specie di droga...E non è particolarmenre salutare, visto che dopo un pò ti fa cominciare a scalpitare e a desiderare di fare i bagagli e andare via da qualsiasi posto in cui ti trovi. Ma così è, e al momento sto per avere la mia dose periodica di avventura e ignoto, quindi mi sento da dio :)

Infatti sto scrivendo di nuovo...

Avrete notato (sì che avete notato, mi avete fatto due maroni tanti per mesi!) che non ho più scritto per un sacco di tempo. Non che non sia successo niente in questi mesi, ma avevo perso l'ispirazione...
Per riassumere, la mia mamma e B sono venute a trovarmi, e ci siamo fatte una bella settimana in giro per la riserva Indiana. Poi sono stata qualche splendido giorno a Istanbul con S (nell'intervallo tra un attentato e l'altro...); poi ho concluso la mia parte di progetto e ho iniziato la noiosa parte in cui devi scrivere tonnellate di rapporti e devi passare le consegne a chi resterà dopo di te...
Poi ho sperimentato il gran divertimento di andare in Giordania passando da Allenby, il confine in West Bank, il più vicino a Jer ma anche quello più rognoso...


(Ora che ci penso la cosa più curiosa è che ci sono 3 posti di confine tra Giordania e Israele/Palestina, di cui 2 in Israele e uno in Wes Bank. Ma anche per quello in West Bank, mica ci sono doganieri Palestinesi ai controlli...per niente, solo Indiani...Ed è anche bizzarro che ci sia un confine, perchè la Giordania riconosce il WB come territorio nazionale, quindi in teoria non dovrebbe essere soluzione di continuità...ma siccome gli Indiani controllano i movimenti, allora anche i Giordani lo fanno...che casino incommensurabile!)









Tornando a noi, ci ho messo 2 ore per andare e la bellezza di 6 ore per tornare! Volevo morire... Ma ne è valsa la pena, perchè con S siamo stati ad Amman (che non è particolarmente interessante ma ha l'enorme vantaggio di essere una città dove puoi muoverti ovunque liberamente e dove trovi vsushi, vino e salsicce!) e soprattutto a Petra! Mi sarebbe troppo dispiaciuto non andarci, avendo avuto un anno a disposizione... E alla fine ce l'abbiamo fatta! Il primo giorno sotto la pioggia (*&$%§@!!£*!), che ha trasformato il percorso nel canyon in una specie di rafting, e io ovviamente non avevo nessun equipaggiamento anti pioggia, a parte la giacca di pelle frusta che l'autista del nostro taxi mi ha molto umanamente prestato (ma porca miseria, è in mezzo al deserto, pioverà si e no 15 giorni all'anno, doveva scegliere proprio l'unico giorno in cui c'ero io??!!).












A parte l'umidità fin dentro le ossa per tutta la giornata, la cosa più tragicomica è stata che avremmo dovuto dormire in un magnifico accampamento beduino nel deserto, in tenda, cenando davanti al fuoco sotto le stelle... Ma quando siamo arrivati non c'era anima viva, era tutto un pantano, sotto ogni tenda gocciolava acqua, faceva freddo e non c'era elettricità... Io e S ci siamo guardati, desolatamente, ci siamo immaginati la scena di noi al buio, semicongelati, senza doccia... Abbiamo caricato i bagagli in macchina e siamo andati a cercare un normale, monotono e noioso albergo (con acqua calda e un letto pulito!!!). Peccato però, sarebbe stato molto bello...magari la prossima volta, in estate... ;)
















 


Comunque non siamo annegati, e credo che abbiamo anche visto Petra sotto una luce piuttosto insolita...umidiccia...
Il secondo giorno invece c'era un sole perfetto e siamo riusciti a fare l'ultimo tratto, dal Tesoro alla Chiesa Bizantina, deviando e infilandoci in ogni grotta che trovavamo (meravigliose!). Ma la cosa più divertente è stata montare a dorso di mulo per fare la scalata fino alle Tombe Monumentali (a piedi ci avrei messo una settimana...)... Insomma, bellissima...



































Poi che altro... E' arrivata un'altra collega, una Filippina che cucina da dio e che (udite udite) mi ha insegnato a fare il pollo all'ADOBO!!! Con lei abbiamo fatto un pò di giri di shopping in giro per GZ (inutili, come al solito, se non per passare un pò il tempo), e un sabato siamo andate a cavallo, per rompere la monotonia...ed è stato simpatico e estraniante, essere in una specie di country club nel bel mezzo di GZ, con i figli dei ricchi che facevano lezione di equitazione... E la mia filippina tascabile (come la chiama S) ha pensato bene di cascare da cavallo!!! Ha fatto un volo che, in proporzione, è come se io fossi caduta dal secondo piano più o meno...ma per fortuna non si è fatta niente, a parte un bel livido sul lato B.

E poi...insomma...il tempo sta volando, ho iniziato a fare i bagagli e a ricevere regali d'addio dai miei colleghi...sniff sniff...

Ma questa è un'altra storia.

Un abbraccio (magari tra un pò potremo anche rientrare a casa, Inch'Allah...)
:)



PS: Ed ecco a voi la spiaggia dalmata dopo l'esercitazione!! Yeee!!! (Non sembra che abbiano fatto poi quel gran casino...Secondo me hanno comprato un pò di fuochi d'artificio per fare rumore e basta...)









giovedì 4 febbraio 2016

Parentesi lavorativa tra due periodi di ferie...purtroppo s'ha da fà...

Sono di nuovo a Gz da neanche un mese e mi sembra già di non essere mai andata in vacanza!
Natale a casa è stato bellissimo, riposante, rilassante...ma è stato così tanto tempo fa! O almeno così mi sembra... Sono stata risucchiata di nuovo dal gorgo delle cose da fare che si moltiplicano invece di diminuire (come credevo avrebbero fatto), dalle scartoffie, dalla burocrazia...

Ho passato un mese senza vita sociale, senza quasi uscire, ogni sera devastata dalla stanchezza, senza riuscire a riposarmi mai davvero.
Ha fatto, e ancora fa, un freddo della malora, un gelo umido che ti si infila nelle ossa e non riesci a scacciare per quanti maglioni ti metta addosso. In realtà all'esterno non è così tremendo, ma dentro casa e in ufficio sembra di essere al polo sud...Non c'è riscaldamento, le pareti sono sottilissime ed esposte a nord, non ci entra mai il sole dalle finestre e non possiamo usare le stufe perchè il gas è apparentemente razionato mentre l'elettricità non è sufficiente per alimentare più di un termosifone alla volta.

E adesso in casa non solo siamo in due, ma l'altro è un africano ugandese che non ho mai visto senza cappello e piumone da neve da quando è arrivato, per cui gli ho magnanimamente lasciato il monopolio della stufa elettrica.
E io batto i denti... Mi sento l'Omino Michelin, ho leggins, pantaloni, calzettoni, canottiera, maglietta, primo maglione, secondo maglione, guanti e spesso anche il giaccone imbottito...A letto ho 4 coperte e un pigiama di pile...E non vi dico il panico per la doccia! Il più delle volte non c'è acqua calda o c'è solo un rivoletto vagamente tiepido che non solo non ti scalda ma ti fa pure venire il nervoso...
E in tutto questo stai sempre in tensione, non riesci mai a rilassare i muscoli, contratti per il freddo, e quindi sei stanco, spossato, dolorante, come se ti fosse passato sopra un tir...

E' una vita difficile...

Il mio nuovo coinquilino non contribuisce un granchè a rendermela più gradevole... Non l'ho ancora inquadrato bene, è un gigante dinoccolato e magrissimo, apparentemente bonario e amichevole ma quando vuole può essere sferzante e tagliente in un modo che ti coglie di sorpresa, con il sorriso sulle labbra, che mentre ti sembra stia facendo una battuta innocua ti lascia con la fastidiosa sensazione di aver ricevuto una sgradevole critica.
Qui è il capo, e ha questo modo di fare con tutti, anche se la gente di qui non sono sicura che colga appieno le sue frecciate, che io invece trovo abbastanza micidiali. Con me è molto cortese e amichevole, ma un paio di volte non mi ha risparmiato commenti che mi hanno lasciato una sensazione di fastidio per diverse ore. 

Ma tutto sommato la convivenza non va male, lavorativamente non abbiamo molto da dirci a tu per tu, e a casa non ci vediamo praticamente mai. Abbiamo adottato di comune tacito accordo (messo in atto però da lui per primo) una politica di massima distanza: ci chiudiamo in camera e praticamente non ne usciamo, a volte ci incontriamo in corridoio e il massimo che condividiamo è la cena, consumata velocemente a causa del freddo, per poi tornare a rintanarci nelle nostre stanze: la sua, calda, e la mia, dotata di letto con svariati piumoni come valore aggiunto.
Comunichiamo via skype da una stanza all'altra (!!!) e addirittura, se non rispondo a skype, non è che mi viene a bussare, no, mi manda un messaggio sul cellulare! Non ho capito se lo fa per pigrizia (tra la mia stanza e la sua ci sono ben una ventina di metri), per estremo rispetto della mia privacy o perchè non gli va di lasciare la sua tana calda nemmeno per un istante...ma mi sembra ugualmente abbastanza ridicolo...sarò io...

Quindi in pratica non ci diamo fastidio, è come vivere da sola con la variante che a volte incontro un altro essere umano in salotto e che spesso non ho acqua calda perchè non possiamo tenere acceso lo scaldabagno visto che lui ha acceso sempre il termosifone elettrico...ma vabbè... 
Certo, i tempi in cui c'erano S e N e si faceva tutto insieme sembrano lontanissimi... Ma visto che il capo non mi è particolarmente simpatico sono contenta che almeno non sia molto socievole.

Il lavoro procede senza pause, al contrario delle mie rosee previsioni. Anziché diminuire il carico sembra aumentare, e in parte è dovuto al fatto che il nostro nuovo project manager, quello che ha sostituito la mia capa di prima fuggita in Canada, ha un approccio completamente diverso ed esigente.
Lei non ci chiedeva quasi niente, delegava tutto, se ne fregava delle procedure e ogni volta che avevamo bisogno di qualcosa in ritardo o fuori dall’iter regolamentare, invece di spingerci a essere più attenti o professionali (per lei noi non dovevamo MAI ammettere di aver fatto un errore), pigliava il telefono, strillava un po’ con i logisti o gli amministratori e quelli, per non sentirla più, abbozzavano e ci davano quello che ci serviva. 

O. invece, il nuovo capo, è l’esatto opposto, profondamente immerso nel meccanismo della nostra organizzazione e intriso di regolamenti e procedure, è rigido e pedante, a volte, con scadenze, formulari e gerarchia. E’ ovviamente molto più organizzato e meticoloso, ma con lui i rapporti (quelli scritti intendo) si moltiplicano, ogni cosa sembra diventare estremamente complicata, qualsiasi azione va pianificata al millimetro e devi giustificarti per ogni cambiamento o deviazione dalla tabella di marcia.

Io mi sono adattata al suo modo di lavorare e tutto sommato lo apprezzo pure, mi piace avere dei binari più definiti da seguire, anche se questo comporta un proliferare di scartoffie e richiede un’ulteriore aumento della concentrazione.
Gli altri ragazzi del mio team però non sono altrettanto flessibili e si sono create tensioni da subito. Loro si sentono frustrati, controllati, imbrigliati, e lui dal canto suo ha la sensazione (giustificata per certi versi) di dover gestire dei ragazzini, che non fanno i compiti quando dovrebbero, appena possono se la svignano e non si fanno trovare al cellulare e poi si coprono uno con l’altro inventando scuse cretine a cui non crederebbe nessuno.

E in questa giostra, mentre gli altri due sono effettivamente indietro con il lavoro e di castronerie ne hanno combinate un certo numero, quello che invece subisce di più è il mio povero ingegnere, che è sì un bel paravento, ma ha svolto il suo lavoro impeccabilmente e fin’ora senza nessuna difficoltà. E’ vero che non muove un dito più del necessario, ma quello che gli chiedo di fare, in genere, lo fa. Invece il capo è convinto che sia un lavativo, e tra loro proprio non riescono a comunicare.

E a me tocca fare la psicologa in mezzo a tutti quanti, che si sfogano con me, come se non avessi abbastanza rogne per conto mio… Io cerco di mediare, di fare i cazziatoni necessari al mio ingegnere da un lato, e di far entrare in testa al capo, dall’altro, che la direzione lavori non è un’attività che si possa svolgere due ore al giorno e poi via, tutto tempo libero.
Ma comincio a essere stanca anche di queste dinamiche da scuola media… E’ la prima volta che mi trovo a fare quella che, a tutti gli effetti, è vita da ufficio, e non sono abituata a districarmi tra varie fazioni in perenne contesa…

Per fortuna con il mio ingegnere il rapporto è ottimo, mi sono evidentemente guadagnata il suo rispetto per cui accetta le mie critiche di buon grado, senza prenderla sull’orgoglio come fa di solito, e si sottomette abbastanza volentieri alle mie richieste che spesso non collimano con la sua natura di uomo di terreno. Ma per quanto mi sforzi di fargli entrare nella zucca che deve cambiare atteggiamento, essere un po’ meno sbruffone e un po’ più accomodante con il capo, non vedo per lui un futuro qui dentro una volta che questo progetto sarà finito. Ed è un peccato…

Insomma, è proprio ora di andare in ferie di nuovo!!! Per fortuna la settimana prossima vengono a trovarmi la mia mamma e B. e ci faremo un pò di giorni in giro tra indiani e caimani; mentre i sette nani, o meglio (come qualcuno ricorderà...vero Lo???) gli otto-mani, me li lascio per la settimana dopo ancora, quando me ne andrò un paio di giorni a Istanbul con S...

Ripeto...che vita difficile... 
;)

Baci a tutti!