domenica 29 marzo 2015

Vita sociale, finalmente!




Questa settimana è stata un vortice di vita sociale, sono ancora ubriaca (di sensazioni, non di alcol, anche se…).

Lunedì è arrivata C, una giornalista francese che si è fermata fino a stamattina ed è stata in guest house con me… finalmente c’è di nuovo vita sulla terra! Mi ricorda molto Clara, come dinamismo e attitudine, simpatica e divertente. Il giorno dopo è arrivato anche G, il capo missione, quindi eravamo ben tre in casa, una folla!
E oltre all’allegria e al casino dovuto alla presenza di tante persone nuove, il responsabile della sicurezza H, che normalmente è sempre nervoso e cupo, depresso in senso clinico, si è svegliato inspiegabilmente felice e ha addirittura proposto di andare a fare tutti quanti insieme una passeggiata sulla spiaggia! Così finalmente ho messo piede sulla sabbia, ho toccato l’acqua, è stata gioia pura! Non potete capire il senso di libertà, benessere, leggerezza! C’erano cavalli che si bagnavano nell’acqua, bambini che correvano, persino un cammello, su cui H è addirittura salito per farsi fare delle foto da noi!!! E’ stato bello anche vedere una persona che palesemente non sta bene riuscire a staccare per un attimo dalle sue angosce e divertirsi come un ragazzino!



Poi G è ripartito ma è arrivato S, uno dei miei due coinquilini… Un tipo molto simpatico, british, iperattivo e molto disponibile. Grazie a C abbiamo conosciuto un po’ di gente della croce rossa e abbiamo fatto ben tre, dico tre, serate nelle varie case nelle quali sono alloggiati, che festa! Insomma, un turbinio di persone nuove, ne avevo proprio bisogno… lontani ormai i tempi della solitaria clausura del fine settimana :)

Una cosa troppo divertente: mi hanno abilitata per poter aprire la porta dell’ufficio senza chiavi, con un tastierino elettronico montato all’ingresso, che funziona con le impronte digitali!!! Mi sono sentita troppo in Mission Impossible, la prima volta che ho provato il brivido di mettere il mio pollice sul lettore e vedere l’impronta scansionata e la porta che si apre!!! Sul display ci sono pure le stringhe di Matrix...Fantascienza pura!
 



















Invece giovedì ho avuto un po’ una doccia fredda, ma dovevo aspettarmelo prima o poi… Sono andata a conoscere un ingegnere di Gaza, Imad al Khaldi, che ha sviluppato una tecnologia molto interessante e intelligente per bypassare la cronica mancanza di materiali (cemento, acciaio e aggregati) che affligge Gaza a causa dell’embargo, e per iniziare a ricostruire quello che è stato distrutto da tante guerre successive.
Qui Israele ha paura che vengano ricostruiti i tunnel che sono stati distrutti e che vengano fabbricate armi, e quindi controlla fino all’ultimo sacco di cemento e fino all’ultima barra di ferro perché sono considerati ‘dual use materials’, cioè materiali che possono essere usati per scopi sia civili che militari. Di conseguenza ha messo in atto un meccanismo di controllo e filtraggio di quello che entra molto complicato e farraginoso, che nemmeno le organizzazioni che lavorano qui hanno ancora ben capito come funziona…
Fatto sta che i privati cittadini non hanno diritto ad accedere a questo meccanismo e quindi possono solo comprare i materiali al mercato nero, pagandoli anche 10 volte il loro prezzo reale… Il che ovviamente è insostenibile e fa sì che la maggioranza delle persone sfollate continui a vivere o tra le macerie o in casa di parenti o nelle scuole o nelle strutture di emergenza…

Il signor Al Khaldi, per contribuire a risolvere questo problema, ha sperimentato per anni e ha messo su una impresa per produrre mattoni fatti di un tipo particolare di terra e che, senza bisogno né di cottura né di elettricità né di cemento né di ferro possono realizzare degli edifici molto belli con cupole, archi, ogive ecc, in puro stile arabo/palestinese.
Io avevo letto degli articoli su di lui ed ero super interessata a conoscerlo e a utilizzare i suoi mattoni…
Peccato che alla fine della nostra riunione lui mi abbia spiegato, con quel suo sguardo rassegnato e gentile, che le autorità locali, quando si sono rese conto che la sua tecnologia avrebbe potuto minacciare l’importazione di cemento e altri materiali, gli hanno ‘gentilmente’ fatto capire che non era gradita la sua attività su larga scala e che poteva continuare solo per piccoli interventi non troppo visibili… E le UN, che gli avevano firmato un contratto considerevole, hanno pensato bene di rescinderlo e tenersi buone le autorità, anziché battersi per promuovere una tecnologia che aveva tutte le carte in regola per svoltare veramente la situazione abitativa di Gaza… disgustoso… 

http://www.al-monitor.com/pulse/originals/2014/12/palestine-gaza-reconstruction--siege-new-technology.html

Invece oggi è stata una giornata iper emozionante… Prima sono andata con S a Rafah, estremo sud di Gaza, quasi in Egitto, a vedere qualcosa che pochi hanno mai avuto l’autorizzazione di vedere, in un posto in cui pochissimi sono mai potuti entrare, in mezzo a personaggi che un bel po’ di brividi li mettevano… Non posso dire altro, ovvio, ma è stata una sensazione incredibile, essere lì… da film di Bruce Willis…
E poi siamo tornati in città e ci hanno portati a vedere una casa che è stata attraversata, letteralmente, da una bomba che ha sfondato 4 solai ed è passata attraverso 4 piani senza esplodere per poi andare a conficcarsi nel sottosuolo… Pare che ce ne siano migliaia in giro, di ordigni inesplosi, e sul posto c’era una squadra di 4 persone che sta scavando A MANO un tunnel nella sabbia, sotto l’edificio, sdraiati in un cunicolo di 60 cm, per cercare la bomba e riportarla alla luce… senza saltare in aria nel mentre… Mamma mia, allucinante, hanno un coraggio assurdo… ma non hanno alternative…

Insomma, questo posto è un turbinio di emozioni, ho la testa che rimbomba di informazioni, pensieri, immagini… ho l’adrenalina a mille e non mi rendo ancora conto di essere davvero qui… :) :)

sabato 21 marzo 2015

Pensieri vari di un criceto – part 2



Comunque, in tutto questo, mi sono sorpresa di aver visto davvero poche armi in giro: qui solo un paio di barbuti con la mitraglietta, e a Gerusalemme praticamente nessuno… Ho tutto il tempo per ricredermi, ma mi aspettavo un’apparenza molto più violenta. Anche adesso che ci sono state le elezioni in Israele, con i tristi risultati che tutti sanno, mi aspettavo che a Gaza facessero manifestazioni, protestassero, facessero un po’ di casino insomma…e invece niente, tutto tace, tutto tranquillo. Non so se è necessariamente un buon segno, ma hanno tutti alzato le spalle dicendo ‘vorrà dire che non cambierà niente neanche stavolta’, con fatalismo e rassegnazione.

E’ incredibile quanto siano accoglienti e gentili… Sto facendo amicizia con Mohammed, l’assistente logista, che è veramente gentile, carino, simpatico, disponibile… Anche Samah, la PM (che non vuol dire giudice…) con cui sono più in contatto è davvero carina, mi ha promesso che mi accompagnerà a fare shopping appena ha un momento, e intanto chiacchieriamo un sacco… Con loro puoi parlare di tutto, sono aperti, ironici, disposti allo scherzo… E’ vero che per ora sono chiacchiere superficiali, non siamo ancora entrati in confidenza, ma sono persone molto gradevoli, a dispetto dell’immagine che uno si può costruire nella testa stando a diversi telegiornali di distanza. E’ l’ennesima lezione di vita, la dimostrazione che generalizzare è sempre l’errore più pericoloso.

La cosa che mi fa più difficoltà, quando vado in giro per riunioni e appuntamenti, è tenere sotto controllo la mia mano destra, che tende ad animarsi di vita propria e a scattare in avanti non appena mi presentano qualcuno di nuovo… E allora devo riacchiapparla con nonchalance, che so, facendo finta che mi stavo aggiustando la manica della giacca, o deviare al volo la sua traiettoria, come se fosse partita in avanti perché mi volevo aggiustare i capelli… Eh si, in quanto donna, qui non puoi dare la mano a un uomo che non conosci, quando ti viene presentato, a meno che non sia lui a tenderla per primo verso di te. Il che ovviamente mi crea grossi problemi di spasmi muscolari da controllare… è un riflesso talmente automatico… E poi, cosa dovrei farne delle mani, sentiamo, mentre mi presentano uno? Le unisco insieme tipo saluto giapponese? Mi tocco la fronte, tipo saluto militare?...E’ molto frustrante dover trattenere un gesto istintivo, che sento come una manifestazione di buone intenzioni e apertura… Non dare la mano mi pare quasi un insulto… e invece è il contrario… Ovviamente è diverso da persona a persona, alcuni uomini te la danno tranquillamente, la mano, e soprattutto in ufficio o in ambito internazionale, quando sono abituati a interagire con donne europee o americane, non si fanno nessun problema.

Ma devo dire una cosa (sempre da prendere con le molle): sapevo che mi sarebbero capitate cose del genere, e mi aspettavo che avrei reagito da donna occidentale emancipata e cosmopolita, adattandomi alla tradizione locale ma con sdegno, orgoglio femminista ferito, e cose del genere. E invece, almeno per quanto riguarda questo piccolissimo aspetto, mi sembra quasi di capirne il senso… Non è che non mi toccano perché mi considerano inferiore, impura, infedele, o che so io… Me ne accorgerei da altre cose, se pensassero questo, da come mi parlano, da come mi guardano, da come si relazionano a me… e lo fanno con grande rispetto, considerazione, garbo. No, non mi vogliono toccare per non offendermi, per dimostrarmi riguardo, perché non essendo parenti loro non hanno il diritto di toccarmi. E’ strano, è un modo totalmente estraneo di pensare, conservatore, retrogrado, quello che volete… Però va interpretato per quello che è, e non travisato leggendolo attraverso le nostre abitudini socio culturali. Non voglio assolutamente giustificare tutto quello che spesso è legato all’islam, le donne maltrattate e senza diritti, l’intolleranza per le altre religioni, eccetera… Ma è che non si può fare di tutta l’erba un fascio, non tutti ragionano nello stesso modo, non tutti i paesi hanno lo stesso livello di intransigenza e non tutte le persone sono altrettanto chiuse e retrograde. Tutto qui.

Altra cosa: siamo in medio oriente, terra di mori e di beduini, per cui mi sarei aspettata un popolo scuro, di pelle scura, occhi scuri e capelli scuri. E invece, a parte che probabilmente sono una mescolanza indefinita di razze e tipi fisici, non avete idea di quanti rosci ci siano in giro! Ma non dico biondicci o castani (ci sono anche quelli, e tanti), ma proprio rosci-rosci (come si dice a Roma), lentiggini e zazzera color carota... e ti parlano in arabo… sembra un film irlandese tradotto! :)

E comunque, anche dalla mia finestra si possono vedere delle cose curiose... In Sud Sudan poteva capitarmi di incontrare per strada uno struzzo, è vero, altri livelli... Ma avere la spiaggia davanti casa permette di farsi una bella idea di come vive la gente qui. Ci sono persone che vanno a cavallo sul bagnasciuga...una volta ho visto un dromedario....prima c'erano dei tizi che facevano cross...e due surfisti...e poi, questo genio, che non voleva nemmeno sporcarsi di sabbia le scarpe!!! Mitico...








venerdì 20 marzo 2015

Pensieri vari di un criceto – part 1




Cario Diario,

....…ehm....…no, scusate, questo è un Blog…...ma in fondo non è che sia molto diverso…In realtà è molto più figo di un semplice diario perché anziché fare soliloqui con me stessa ci siete voi che mi fate ridere con i vostri commenti, e che mi fate sentire che quello che scrivo è come se ve lo raccontassi di persona… Però alla fine questo E' a tutti gli effetti un diario, e come avevo già sperimentato in Sud Sudan, ha un valore terapeutico, ovviamente… Mi fa compagnia quando non so che altro fare, mi dà lo stimolo a osservare con più attenzione le cose che mi capitano perché poi le vorrò scrivere e raccontare***, e mi fa sentire che tutto questo pezzo di vita non si perderà nel marasma generale dei ricordi ma rimarrà sempre qui, nero su bianco, e non solo per me che lo sto vivendo ma anche per tutti voi, che quindi, sarete stati tutti un po’ qui con me… 

Insomma…Venerdì, 9 e mezza del mattino, primo giorno di weekend…giornata nuvolosa ma sole caldo…fuori almeno. Io, invece, tappata in casa, con due maglioni e una sciarpetta (dentro si gela, se sta casa si comporta così anche d’estate, sarà una meraviglia!).

Mi sembra di essere un criceto… in una bella gabbia spaziosa, con tutti i confort (quasi), tutti i letti che voglio (potrei provarne uno diverso ogni sera, così, tanto per variare un pò), una profusione di poltrone e divani (rigorosamente marroni con rivestimento in peluria come da copione), splendida vista sulla spiaggia…...Peccato che non posso uscire....… O meglio, potrei anche, se chiamassi il logista, lo facessi venire fin qui, mi facessi portare in giro in macchina non so nemmeno io dove, e poi mi facessi riaccompagnare a casa…

Se ci penso bene, dev’essere un po’ la vita che fanno le Superstar…non è che possono prendere e andare a passeggio, se non vogliono essere assaltate dai paparazzi… E così pure io...… Dopo l’esperienza di quest’estate in Indonesia (vero Ale…Barbara…!!!) dove avevamo frotte di 'FAN' che ci pedinavano sulla spiaggia per potersi fare una foto con noi, adesso io ho i miei bodyguard e la pseudo-limousine privata per andare fino davanti all’ingresso del supermercato e poi subito indietro verso casa…. è che a Gaza ho troppi fan.....…uahuahuah

Vabbè, detta così sembra più drammatico di quello che è. Se ripenso al Sud Sudan mi viene da ridere…lì stavo in mezzo al nulla, né luce né gas né elettricità né internet, un caldo abnorme ovunque, niente di niente da fare, Bruno che non c'è stato per la maggior parte del tempo, un villaggio sperduto di 5000 anime, comfort per l’igiene personale pari a quelli del neolitico…Qui sto in paradiso in confronto! L’unica cosa è che lì, almeno, potevo uscire. Non si sa cosa potevo fare, poi, una volta uscita, oltretutto a 40 gradi…Ma potevo muovermi, respirare l’aria, sentire il sole sulla pelle (pure troppo)…invece qui, tra quattro mura, da 10 giorni, soffoco un po’…...Prima mi stavo facendo tenerezza da sola, sedia in mano, a cercare qual'è il punto della casa in cui entra un pò più di sole, scoprire che è la verandina della cucina, aprire la finestra e incastrarmi in quel mezzo metro quadro in cui potevo sia stare all'aria (ero praticamente fuori dalla finestra) che avere il sole su faccia e parte superiore del busto (vabbè, mica si può avere tutto...)...che bella sensazione...una posizione da contorsionista, non proprio rilassante, ma almeno era sole!!! Quello vero!!!! E' una sensazione sottovalutata, quella di sentirselo addosso, sulla pelle o attraverso i vestiti, il sole...

Non è che in questi giorni non sia mai uscita di casa, certo, però per intermezzi sempre troppo brevi. Meno male che non mi hanno dotata di tapis roulant (come ho visto in altri appartamenti tipo questo), perché sennò la versione umana del criceto che corre dentro la ruota sarebbe stata completa!!!












L’altra sera, finalmente, mi ha chiamato un ragazzo italiano che va e viene da Ramallah, e mi ha invitato a cena con un po’ di amici…non mi pareva vero…un’ora d’aria, yeeeeeeee! Loro stanno tutti in un’altra di queste torri, un po’ più a nord della mia, e hanno l’ufficio in quella di fronte. Quelli che ho conosciuto io lavorano per 3 organizzazioni diverse, ma col fatto che stanno tutti nello stesso palazzo fanno in fretta a scendere a prendere un thè insieme o a organizzare una cena. Io invece, al massimo, potrei scendere al piano di sotto dai Turchi, credo vivano e lavorino addirittura nello stesso appartamento, e la conoscenza potrebbe essere simpatica considerando che uno di loro è IDENTICO a Giacomo (di Aldo Giovanni e Giacomo) però col riporto…uahuah una meraviglia, potrei passare tutta una serata a ridere solo guardandolo!

La fregatura è che le ONG Italiane sottostanno alle procedure della Farnesian, che non permette più di stare più di 2/3 giorni di seguito a Gaza. Quindi la gente viene e dopo qualche giorno deve andarsene, per poi tornare dopo qualche altro giorno. Io non so come fanno, non è esattamente come attraversare il casello in autostrada...sai che stress fare avanti e indietro ogni settimana! E quindi io, che invece sto con i francesi, me ne resto tranquillamente qui, senza tutti sti sbattimenti, anche se sola come un cane (anzi, un criceto)...Certo che sono disposta proprio a tutto, pur di non fare cose che vadano contro la mia pigrizia ;)

Oltretutto, non è che dorma molto bene, e sono un paio di mattine che mi sveglio in modo surreale… Avete presente Full Metal Jacket o film del genere?
Ecco, uguale.
La mia stanza dà su una delle strade principali e ci sono plotoni di soldati che simpaticamente si esercitano alle 7 del mattino correndo e cantando a squarciagola sotto le mie finestre. Sembrano Marines e invece sono Barbuti, però sono tanti, e hanno dei polmoni di tutto rispetto…se riescono a svegliare me, notoriamente ghiriforme…Oops, no, volevo dire cricetiforme...insomma, avete capito!


 *** Cuggi, non fare la vaga, io per adesso le racconto, ste cose, ma poi tu non ti illudere, stavolta dovrai farci almeno un videoclip!!! Mi hai abituato bene e adesso non puoi mica rimangiarti la tua arte! La prima volta, una canzone...la seconda, un video...la terza, andiamo agli Oscar!!!! :) :)


domenica 15 marzo 2015

Un weekend da leoni…più o meno ;)




Sono sopravvissuta al mio primo weekend gazawi, yeee! Qualcuno (vero Ba???) ha avuto il coraggio di chiedermi com’è qui il venerdì sera…sgrunt…il mio weekend (cioè venerdì e sabato) è trascorso nel più totale isolamento…Oltre al fatto che ancora non conosco nessuno (te credo, sono qua da 4 giorni!) e i miei coinquilini non ci sono, e che non posso andare in giro liberamente, diciamo che la tecnologia non mi ha aiutato…e nemmeno i logisti! La corrente è andata e venuta a sbalzi, nel fine settimana la razionano perché il diesel costa e in tutto il palazzo ci sono praticamente solo io. Quindi per paura che mi si scaricasse il pc, niente musica e solo un film al giorno. E in più si erano scordati di spiegarmi il piccolissimo dettaglio (!!!) che quando l’elettricità manca per più di un tot salta anche internet e bisogna andare su in ufficio a riavviare…quindi io, dopo aver armeggiato invano con scheda di rete e proprietà varie, mi sono rassegnata a non poter né comunicare con il mondo né scaricare nulla…
E per finire in bellezza, ieri sera mi hanno staccato la luce alle 7!! Quindi cena a lume di candela, io, me stessa e me medesima, in dolce compagnia…e a letto alle 9…tristezza…:( La cosa che mi fa più rosicare è che ho la spiaggia qui di fronte, devo solo attraversare la strada e ci sono, e non posso andarci!!!! Vedere e non toccare, uffa…

Almeno ieri pomeriggio mi è venuto a raccattare l’assistente logista, compassionevole, e mi ha portato a fare un giretto in macchina…al porto non ci hanno fatto entrare, così siamo andati sulla terrazza di un super ristorante panoramico e abbiamo chiacchierato di Gaza, della situazione, della cultura, delle tradizioni, fumando narghilè e bevendo succo di frutta, il tutto condito da lui che ogni tanto mi indicava un punto in lontananza e mi illustrava i palazzi colpiti da un razzo durante l’ultima guerra, edifici semicrollati per una bomba della guerra precedente, rovine demolite durante la guerra prima ancora, ecc…A dire il vero, in centro ce ne sono pochi, di ruderi di guerra, ma pare che appena ti sposti un po’ verso la periferia il paesaggio cambia alquanto...Poi mi ha portato alla pasticceria di un suo amico che mi ha voluto regalare un pacchetto fantastico pieno di dolcetti al miele e mandorle caldi appena sfornati, una meraviglia! Sono tutti così gentili…

L’altra sera invece mi hanno portata a mangiare pesce in un micro ristorante /pescheria, in cui scegli quello che vuoi al bancone del ghiaccio e loro te lo cucinano. Io mi sono affidata a loro, e loro..hanno pensato bene di ordinare salmone! L’unica cosa che non è stata pescata qui! E che cavolo…Però il fritto misto era ottimo!

Il lavoro, più o meno, è cominciato. Ho un sacco di paper da leggere, tanto per cominciare, e di gente da contattare perché mi diano una panoramica della situazione del settore delle costruzioni e del WASH. Ho impostato un micro programma delle attività per i prossimi due mesi e l’ho mandata al capo missione, vediamo che mi dice…E giovedì sono andata a visitare il primo edificio che dovrò riabilitare, una clinica che serve persone con disabilità di vario tipo e che durante l’ultima crisi, a Luglio, è stata bombardata. Mi ha fatto una certa impressione, devo ammettere, camminare tra i calcinacci, i muri crollati, i pilastri ripiegati su sé stessi, le carcasse dei mobili…E mi ha fatto impressione anche la calma e la dignità con cui il direttore della clinica mi spiegava i danni subiti, i problemi che hanno adesso per ospitare tutte le attività nella parte di clinica che non è stata colpita, le difficoltà e il freddo per i vetri delle finestre, tutti rotti. Spero veramente di essere all’altezza del lavoro che mi hanno offerto, e di riuscire a ridare a queste persone un posto dove possano continuare a fare quello che fanno per altre persone che non hanno perso dei muri ma la capacità di muoversi o di relazionarsi con il mondo.

Comunque dal punto di vista della sicurezza mi sembra che sia tutto tranquillo, la gente è davvero carina, e alle mie domande più di una volta hanno risposto ‘ma no, non siamo mica talebani qui!’… Le donne portano tutte il velo in testa, ma non fanno una piega se tu non lo porti. Vanno in giro tranquillamente con le amiche, vanno nei coffee shop, fumano shisha e conducono quella che mi sembra una vita normale. Poi ci sono le tradizioni, ma Mohammed mi diceva che dipende dalla famiglia, alcuni si sposano per il volere dei genitori con chi i genitori hanno scelto, altri invece si innamorano e si mettono insieme. Insomma, non è la Svezia ma mi sembrano piuttosto moderati e laici, nel complesso.

E’ interessante parlare con loro, perché ti rendi conto che hanno sviluppato una specie di ironia fatalista, addirittura scherzano dicendo che non potrebbero mai vivere in un paese in cui ogni tanto non viene lanciata una bomba, perché si annoierebbero! Ammiro questo modo di ironizzare su una vita che, nei fatti, dev’essere angosciante…non possono uscire da Gaza senza permessi eccezionali (almeno in questo momento storico, le cose cambiano con una certa frequenza), non c’è lavoro, non ci sono materie prime, non producono niente, sono totalmente dipendenti dall’esterno e l’esterno è separato da confini insormontabili…Prima avevano almeno i tunnel verso l’egitto, da cui potevano passare beni e persone, ma adesso l’egitto ha chiuso le frontiere e quindi anche quel canale è interrotto… Da luglio in poi pare che la situazione sia continuamente peggiorata e se continua così sinceramente non so come faranno nel prossimo futuro…

Oltretutto non hanno nemmeno acqua decente da bere, la falda pare sia stata prosciugata dai coloni, prima che se ne andassero, e adesso l’acqua del rubinetto è una disgustosa brodaglia salata, in arrivo direttamente dal mare…Ti lavi le mani e ti rimangono quasi appiccicose…non ho ancora avuto il coraggio di lavarmi i capelli, ma mi sa che oggi mi tocca…a parte che fa freddo e devo accendere la stufetta in bagno, mi fa impressione pensare a quali schifezze mi sto mettendo tra i capelli…ma così è, se non voglio che la mia solitudine diventi ancora più cronica, è meglio che vada (prima che mi taglino di nuovo la corrente…)! 

Un abbraccio!!!

PS: Ho dimenticato una cosa curiosa! Sto scoprendo che ci sono un sacco di parole in arabo che si dicono come in italiano...camicia...calamari...fattura...fragola....che cosa strana, non lo avrei mai immaginato...scambi linguistico/culturali in corso! :)