Finalmente un weekend interessante!
Venerdì mattina abbiamo deciso di fare una pazzia e di andare al mare...ad Ashkelon! Che non è, come pensa Ale, una città della Terra di Mezzo a metà strada tra Gondor e Minas Thirith, ma è la prima cittadina indiana che sta subito dopo il confine con GZ, a 20 minuti di macchina da EZ.
Quindi siamo partiti verso le 8 da casa, alle 8.30 eravamo a EZ, abbiamo avuto qualche problema con S che come al solito è stato bloccato lì per mezz'ora senza motivo, ma alla fine siamo riusciti a uscire tutti e 4 (io, S, Gae e un collega palestinese) e mezz'ora dopo eravamo al mare!!! In bikini!!!!!! Non ci potevo credere!
La spiaggia non era un granchè, con parecchi alberghi in costruzione tutto intorno, neanche un albero, e pieno di meduse (innocue) e di turisti russi in compagnia di simpatiche ragazze a ore...
Ma eravamo liberi! Liberi di starcene al sole come ci pareva, senza nessuno che faceva caso a noi, in costume senza sentirci nudi, e anche liberi di andare al bar e prenderci una birra gelata guardando il mare...Che meraviglia...
E' stato strano uscire di casa per andre in spiaggia portandosi dietro, oltre al telo da mare, alle infradito e alla crema solare, anche il passaporto, il permesso di lavoro, la lettera di invito del ministero, e tutto l'armamentario per passare il confine... E' tutto così vicino, nello spazio, eppure tanto lontano... complicato... Ashkelon è a 5 km da Gz, la vediamo dalla finestra, eppure è come se fosse su un altro pianeta...
E per rovinarci la festa hanno pensato bene di dirci che EZ quel giorno chiudeva alle 12h30...quindi ci siamo scapicollati per poter passare fuori almeno 2 ore...e invece non era vero (mort&%**!!@ loro), avremmo tranquillamente potuto star fuori fino alle 15h00...ma hanno voluto romperci le uova nel paniere, così, tanto per rompere le palle...maledetti indiani... Generale Custer, dove seiii???????
Ma non sono riusciti a guastarci la festa, è stato una fantastica mattinata lostesso! :)
Poi, sabato, siamo stati tutto il giorno in una specie di casa vacanza come ce ne sono parecchie a GZ, affittata per tutto il giorno da Gae che festeggiava il suo compleanno, con un pò di prato intorno, un paio di palme spelacchiate (ma chissene, foglie vere!!!!) e soprattutto una piscina!!!! Siamo andati noi tre e i nostri colleghi palestinesi più stretti, oltre a un altro paio di amici internazionali (due americani e un francese), abbiamo fatto una grigliata, giocato a palla in acqua, ascoltato musica...
Non sembrava nemmeno di essere a Gz...... A parte il brusco bagno di realtà quando abbiamo sentito una fortissima esplosione che ha fatto tremare i vetri ed è rimbombata nell'aria per qualche secondo... Abbiamo in seguito saputo che era stato un 'incidente di percorso' dei barbuti, che hanno maneggiato qualche mina come loro solito, senza avere la più vaga idea di come si fa, e devono aver fatto saltare in aria qualcuno dei loro... Mi domando come fanno a essercene ancora così tanti in giro, dato che cercano in tutti i modi di sterminarsi da soli.....mi ricordano tanto un branco di Lemming in marcia verso una scogliera...oppure i Dodo dell'Era Glaciale che si auto-estinguono correndo dietro a un'anguria.....
;)
https://www.youtube.com/watch?v=WqOJUSCzHtY
Comunque è stato molto gradevole il fatto che dopo un iniziale momento di imbarazzo, ci siamo messi tutti a nostro agio, i ragazzi palestinesi si sono tolti la maglietta con cui facevano il bagno in piscina e noi ragazze ci siamo messe in costume...tranquillamente, come in un paese normale...Sarebbe così facile, per tutti, abbattere le proprie barriere e uscire dalla propria prigione cultural/socio/religiosa e vivere una vita libera dalle costrizioni e dai divieti...
A questo proposito oggi mi sono fatta una risata... Ero andata a visitare un centro conferenze in cui vorrei tenere le mie formazioni, e alcuni colleghi stavano facendo un workshop. Così io e la mia capa ci siamo fermate e poi siamo andate a pranzo con loro, formatori e formati. Erano soprattutto donne e ne avevo notata una che a differenza delle altre, che portavano il solo hijab, era completamente velata con solo una fessura per gli occhi.
Quando siamo andati a tavola ho chiesto alla mia capa come facessero le donne coperte in quel modo a mangiare, e lei mi ha spiegato che spostano semplicemente il velo in avanti e infilano la forchetta da sotto per portarsela alla bocca.
E mentre pensavo a quanto dev'essere scomodo questo sistema, ho realizzato che quella donna stava seduta esattamente di fronte a me, aveva sollevato il velo sopra la testa e stava tranquillamente mangiando a viso scoperto! E a fine pasto, si è risistemata quella tenda nera davanti alla faccia e ha ricomposto la sua immagine ninja come se niente fosse!
.....Ma.....allora che senso ha??? Ti copri tutta dalla punta dei capelli alla punta dei piedi, e poi, in una sala piena di uomini, via il velo et voilà??? Ma cacchio, ma fallo sempre allora, no???
Boh...non ci capisco niente...
lunedì 10 agosto 2015
lunedì 3 agosto 2015
Quasi come in un sogno...quasi...
Parlando con voi e scrivendovi, mi rendo conto che dall'Italia (ma del resto da nessun'altra parte del mondo) è veramente difficile rendersi conto di cosa voglia dire vivere qui, a Gz...
Perciò, ci provo...Venite con me...E immaginate...
Immaginate che in Italia non ci siano aeroporti nè porti, solo strade.
Immaginate che le strade siano sconnesse, buie, piene di buche.
Immaginate che non ci siano treni, autobus, tram, ma solo automobili scassate e carretti.
Immaginate che ci siano pochissimi negozi e che si trovino pochissimi prodotti, ma non si possa ordinare niente su amazon o ebay (niente ultimo iphone, niente ultimo libro di Dan Brown, niente copertina per il motorino, niente scarpe nike per andare in palestra).
Immaginate che per andare in Francia, in Svizzera, in Austria o in Slovenia serva il passaporto e tutti abbiano solo la carta d'identità.
Immaginate che ci siano solo 4 università, voi sognate di studiare antropologia ma dovete rinunciare perchè non potete andare a frequentare l'università in Inghilterra o in Spagna (niente erasmus, niente viaggio studio, niente master, specializzazioni, ragazzi alla pari).
Immaginate che ci siano solo ristoranti italiani e non si possa quasi mai trovare niente di diverso da pizza e pasta (niente messicano, niente sushi, niente indiano, niente eritreo, niente fusion, niente vegano, niente macrobiotico...).
Immaginate che per avere il passaporto si debbano chiedere mille permessi a tutti gli altri stati confinanti, fornire informazioni du tutta la propria famiglia, aspettare mesi senza avere mai una risposta certa.
Immaginate che alla fine si possa ottenere un passaporto, ma valido solo per una settimana e solo per andare in un posto preciso, tipo Parigi o Vienna, e basta (niente gite a vedere la reggia di Versailles, niente escursioni sui sentieri alpini, niente decisioni dell'ultimo minuto per andare a trovare un amico che abita solo a un'ora di macchina...).
Immaginate di poter attraversare il confine per, che so, la Francia, con il vostro passaporto, solo in alcuni giorni della settimana (che cambiano sempre) e solo in certi orari (che cambiano spesso).
Immaginate i doganieri francesi che vi guardano per storto, come se foste fastidiosi e sgradevoli animaletti, che vi rispondono sgarbatamente, che vi parlano solo attraverso un vetro blindato, e vi accompagnano con in braccio una mitraglietta pronta per l'uso.
Immaginate invece che siate riusciti a farvi dare, grazie al lavoro che fate, un passaporto che vi dà diritto a entrare e uscire per un pò di tempo, senza dover troppo rendere conto dei vostri spostamenti, purchè restiate all'interno dei confini dell'Austria, per esempio.
Immaginate di partire, andare in macchina fino al primo paesino sperduto che trovate e che a voi sembra una metropoli, fermarsi in tutti i negozi che trovate sulla strada come se foste nella fabbrica di babbo natale, girare tutti i ristoranti per assaggiare tutto quello che riuscite a trovare di diverso dalla pizza e dalla pasta che mangiate sempre a casa.
Immaginate di riempire borse e borsoni di tutto quello che trovate per poterlo portare a casa (una borsa che non sia di plastica cinese, il CD di un cantante che avete sentito una volta alla radio francese, una macchina fotografica con un pò più di 5 megapixel, un paio di jeans che abbiano un taglio diverso dal solito...).
Immaginate di tornare in Italia, la sera, passando attraverso il solito posto di confine, carichi come muletti, con la roba che vi casca dalle mani, le borse che esplodono per quanto sono piene e non passano nel metal detector, quindi ve le fanno svuotare e poi riempire di nuovo, e poi non passano attraverso le cancellate metalliche, e allora dovete aspettare che qualcuno vi dia una mano, il tutto sotto gli occhi dei francesi o degli austriaci che vi guardano con evidente disprezzo e sufficienza. Ma voi siete così contenti di essere riusciti per un pomeriggio a fare qualcosa di diverso, che di loro, alla fine, manco vi accorgete più.
Immaginate di tornare a casa vostra e di far vedere a fratelli e amici tutto quello che avete portato, distribuendo orgogiosi regalini a destra e sinistra, il tutto a lume di candela, perchè ormai si è fatto tardi ed è buio e non c'è più elettricità nelle case, fino a domani mattina.
Immaginate che alla fine, dopo aver liquidato il parentame, finalmente vi possiate fare una doccia e mettere a letto perchè siete esausti, ma dovete fare attenzione a non bere per sbaglio l'acqua della doccia di casa vostra perchè è salata e clorinata e comunque vi lascia la pelle tutta appiccicosa.
Immaginate di non sapere se e quando potrete di nuovo farvi un giro in Francia, o in Austria...magari fra un anno, se siete fortunati...magari tra 5 anni...e per avere quel nuovo dispositivo elettronico che tanto volevate e non avete trovato dovrete aspettare che qualcuno che conoscete vada a farsi un giro fuori e si ricordi di voi.
Immaginate che di tanto in tanto poi i confini siano chiusi del tutto, e che la slovenia o la francia inizino a buttare bombe tutto intorno a voi, a far sbarcare soldati sulla spiaggia di fronte a casa vostra, a far entrare carri armati da quel confine che voi vorreste tanto poter attraversare di nuovo.
Immaginate che ci siano momenti in cui non riuscite a comunicare con i vostri famigliari perchè i cellulari non funzionano, ma voi sapete che potrebbero essere rimasti sotto una bomba tornando a casa dal lavoro oppure potrebbero essersi beccati una pallottola mentre fumavano sul terrazzo di casa con i bambini (vostro nipote, vostro fratellino, vostro figlio...) che giocavano lì a fianco.
Immaginate di sentirvi circondati da ogni lato, perchè in effetti lo siete, di voler andar via dall'Italia per non dovervi più sentire in trappola, per vedere cosa c'è fuori, nel mondo, per poter fare una doccia decente, per non dover più perdere le partite della Champions per mancanza di elettricità...
Immaginate di sapere che non potete farlo, che non potrete farlo mai, e allora di decidere che ve ne andate dalla vostra città, così esposta, così vicina al confine, per rifugiarvi in campagna, in qualche bel paesino tranquillo, in mezzo alla natura, o sulle montagne, tra gli alberi e le mucche, in mezzo al niente, dove non sentirete più i soliti discorsi, i soliti rumori della città, le solite esplosioni notturne, dove avrete meno paura di rimanere sotto le macerie della vostra casa e sarete liberi di andare in giro per chilometri di spazi aperti, senza incontrare quasi nessuno per ore, lontani da tutto.
E poi, immaginate che l'Italia, la vostra prigione, lo spazio che avete a disposizione voi, la vostra famiglia, i vostri amici, i vostri vicini, i vostri parenti alla lontana, i vostri conoscenti, tutti quelli che non conoscete ma che avete incrociato per strada, tutti gli altri....che tutto il territorio che potete utilizzare come casa, come luogo di evasione, come via di fuga, come riserva d'aria, come rifugio dalle bombe...che tutta l'Italia, intera, sia grande quanto un quarto del comune di Roma....tipo Roma sud-est, da Pantano a Quarto Miglio a San Giovanni a Pietralata... e basta... niente serate a Trastevere, niente passeggiate a Ostiense, niente giornate a Villa Pamphili, niente shopping a Prati, niente visita al Vaticano, niente visita agli amici che abitano a Cornelia...
O come la striscetta di terra che va da Muggia a Monfalcone...o un pezzettino di Liguria, tra i monti e il mare, da Genova a Rapallo...
Ecco........appunto....provateci, a immaginare........
..
Perciò, ci provo...Venite con me...E immaginate...
Immaginate che in Italia non ci siano aeroporti nè porti, solo strade.
Immaginate che le strade siano sconnesse, buie, piene di buche.
Immaginate che non ci siano treni, autobus, tram, ma solo automobili scassate e carretti.
Immaginate che ci siano pochissimi negozi e che si trovino pochissimi prodotti, ma non si possa ordinare niente su amazon o ebay (niente ultimo iphone, niente ultimo libro di Dan Brown, niente copertina per il motorino, niente scarpe nike per andare in palestra).
Immaginate che per andare in Francia, in Svizzera, in Austria o in Slovenia serva il passaporto e tutti abbiano solo la carta d'identità.
Immaginate che ci siano solo 4 università, voi sognate di studiare antropologia ma dovete rinunciare perchè non potete andare a frequentare l'università in Inghilterra o in Spagna (niente erasmus, niente viaggio studio, niente master, specializzazioni, ragazzi alla pari).
Immaginate che ci siano solo ristoranti italiani e non si possa quasi mai trovare niente di diverso da pizza e pasta (niente messicano, niente sushi, niente indiano, niente eritreo, niente fusion, niente vegano, niente macrobiotico...).
Immaginate che per avere il passaporto si debbano chiedere mille permessi a tutti gli altri stati confinanti, fornire informazioni du tutta la propria famiglia, aspettare mesi senza avere mai una risposta certa.
Immaginate che alla fine si possa ottenere un passaporto, ma valido solo per una settimana e solo per andare in un posto preciso, tipo Parigi o Vienna, e basta (niente gite a vedere la reggia di Versailles, niente escursioni sui sentieri alpini, niente decisioni dell'ultimo minuto per andare a trovare un amico che abita solo a un'ora di macchina...).
Immaginate di poter attraversare il confine per, che so, la Francia, con il vostro passaporto, solo in alcuni giorni della settimana (che cambiano sempre) e solo in certi orari (che cambiano spesso).
Immaginate i doganieri francesi che vi guardano per storto, come se foste fastidiosi e sgradevoli animaletti, che vi rispondono sgarbatamente, che vi parlano solo attraverso un vetro blindato, e vi accompagnano con in braccio una mitraglietta pronta per l'uso.
Immaginate invece che siate riusciti a farvi dare, grazie al lavoro che fate, un passaporto che vi dà diritto a entrare e uscire per un pò di tempo, senza dover troppo rendere conto dei vostri spostamenti, purchè restiate all'interno dei confini dell'Austria, per esempio.
Immaginate di partire, andare in macchina fino al primo paesino sperduto che trovate e che a voi sembra una metropoli, fermarsi in tutti i negozi che trovate sulla strada come se foste nella fabbrica di babbo natale, girare tutti i ristoranti per assaggiare tutto quello che riuscite a trovare di diverso dalla pizza e dalla pasta che mangiate sempre a casa.
Immaginate di riempire borse e borsoni di tutto quello che trovate per poterlo portare a casa (una borsa che non sia di plastica cinese, il CD di un cantante che avete sentito una volta alla radio francese, una macchina fotografica con un pò più di 5 megapixel, un paio di jeans che abbiano un taglio diverso dal solito...).
Immaginate di tornare in Italia, la sera, passando attraverso il solito posto di confine, carichi come muletti, con la roba che vi casca dalle mani, le borse che esplodono per quanto sono piene e non passano nel metal detector, quindi ve le fanno svuotare e poi riempire di nuovo, e poi non passano attraverso le cancellate metalliche, e allora dovete aspettare che qualcuno vi dia una mano, il tutto sotto gli occhi dei francesi o degli austriaci che vi guardano con evidente disprezzo e sufficienza. Ma voi siete così contenti di essere riusciti per un pomeriggio a fare qualcosa di diverso, che di loro, alla fine, manco vi accorgete più.
Immaginate di tornare a casa vostra e di far vedere a fratelli e amici tutto quello che avete portato, distribuendo orgogiosi regalini a destra e sinistra, il tutto a lume di candela, perchè ormai si è fatto tardi ed è buio e non c'è più elettricità nelle case, fino a domani mattina.
Immaginate che alla fine, dopo aver liquidato il parentame, finalmente vi possiate fare una doccia e mettere a letto perchè siete esausti, ma dovete fare attenzione a non bere per sbaglio l'acqua della doccia di casa vostra perchè è salata e clorinata e comunque vi lascia la pelle tutta appiccicosa.
Immaginate di non sapere se e quando potrete di nuovo farvi un giro in Francia, o in Austria...magari fra un anno, se siete fortunati...magari tra 5 anni...e per avere quel nuovo dispositivo elettronico che tanto volevate e non avete trovato dovrete aspettare che qualcuno che conoscete vada a farsi un giro fuori e si ricordi di voi.
Immaginate che di tanto in tanto poi i confini siano chiusi del tutto, e che la slovenia o la francia inizino a buttare bombe tutto intorno a voi, a far sbarcare soldati sulla spiaggia di fronte a casa vostra, a far entrare carri armati da quel confine che voi vorreste tanto poter attraversare di nuovo.
Immaginate che ci siano momenti in cui non riuscite a comunicare con i vostri famigliari perchè i cellulari non funzionano, ma voi sapete che potrebbero essere rimasti sotto una bomba tornando a casa dal lavoro oppure potrebbero essersi beccati una pallottola mentre fumavano sul terrazzo di casa con i bambini (vostro nipote, vostro fratellino, vostro figlio...) che giocavano lì a fianco.
Immaginate di sentirvi circondati da ogni lato, perchè in effetti lo siete, di voler andar via dall'Italia per non dovervi più sentire in trappola, per vedere cosa c'è fuori, nel mondo, per poter fare una doccia decente, per non dover più perdere le partite della Champions per mancanza di elettricità...
Immaginate di sapere che non potete farlo, che non potrete farlo mai, e allora di decidere che ve ne andate dalla vostra città, così esposta, così vicina al confine, per rifugiarvi in campagna, in qualche bel paesino tranquillo, in mezzo alla natura, o sulle montagne, tra gli alberi e le mucche, in mezzo al niente, dove non sentirete più i soliti discorsi, i soliti rumori della città, le solite esplosioni notturne, dove avrete meno paura di rimanere sotto le macerie della vostra casa e sarete liberi di andare in giro per chilometri di spazi aperti, senza incontrare quasi nessuno per ore, lontani da tutto.
E poi, immaginate che l'Italia, la vostra prigione, lo spazio che avete a disposizione voi, la vostra famiglia, i vostri amici, i vostri vicini, i vostri parenti alla lontana, i vostri conoscenti, tutti quelli che non conoscete ma che avete incrociato per strada, tutti gli altri....che tutto il territorio che potete utilizzare come casa, come luogo di evasione, come via di fuga, come riserva d'aria, come rifugio dalle bombe...che tutta l'Italia, intera, sia grande quanto un quarto del comune di Roma....tipo Roma sud-est, da Pantano a Quarto Miglio a San Giovanni a Pietralata... e basta... niente serate a Trastevere, niente passeggiate a Ostiense, niente giornate a Villa Pamphili, niente shopping a Prati, niente visita al Vaticano, niente visita agli amici che abitano a Cornelia...
O come la striscetta di terra che va da Muggia a Monfalcone...o un pezzettino di Liguria, tra i monti e il mare, da Genova a Rapallo...
Ecco........appunto....provateci, a immaginare........
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domenica 2 agosto 2015
Back in Wonderland :)
Arieccomi!
Sono di nuovo qui, nella mia stanza vista mare, alla fine del Mediterraneo...
Sono stata via per due settimane ma mi sembra di essere mancata per mesi...almeno mi sembrava così, all'inizio...adesso invece, dopo una settimana, è come se non fossi mai partita...tutto tornato normale...più o meno, per quanto possa essere normale vivere in questa assurda realtà...
Con ordine: ho passato una bellissima vacanza a casa, e grazie a tutti per avermi accolta con tanti abbracci, sorrisi, pacche sulle spalle...e un sacco di cose buone da mangiare! Mi avete fatto sentire che vi sono mancata, e che c'è una casa ad aspettarmi, e che ci siete voi ad aprire le braccia per accogliermi ogni volta che tornerò, siano passate 3 settimane o 6 mesi...ed è bellissimo saperlo! :)
Qui le cose sono come le avevo lasciate, la situazione è instabile, ogni giorno succede qualcosa di nuovo (e nemmeno la stampa riesce a star dietro agli eventi, non si riesce a trovare un unico benedetto giornale che raggruppi tutte le ultime news, devi fare la caccia al tesoro per mettere insieme tutti i pezzi...).....
Tra gli scontri a Ger per gli Indiani che sono entrati nella moschea di al-aqsa, hanno spaccato porte e mollato manganellate democraticamente a destra e a sinistra;
tra le minacce di rappresaglia dei barbuti che vogliono organizzare manifestazioni e proteste per la violazione del luogo sacrissimo;
tra gli ennesimi ragazzi 'sparati'in WB e a GZ sempre per i soliti motivi;
tra vari fuochi artificiali che hanno ricominciato a partire da Qui verso Lì (sempre cascando di Qui, però...i barbuti proprio non riescono a fare dei tiri decenti, tra un pò si sparano sui piedi...);
tra i faraoni che fanno saltare in aria un paio di macchine di barbuti e i barbuti che fanno sparire un pò di faraoni;
tra un neonato che viene arso vivo nella sua casa da fanatici caimani che vogliono cacciare la sua famiglia dal WB;
il tutto farcito dal pazzoide con i boccoletti che esce di galera il giorno del Gay Pride a Ger (dopo aver scontato 10 anni per aggressione ai manifestanti durante il Gay Pride del 2006) e che non aspetta altro che accoltellarne altri 6 dieci anni dopo...
Insomma, sembra di essere in un fumetto pulp...tutto fibrilla ma per adesso tutto tace...La vita scorre normale, se guardo fuori dalla finestra vedo ragazzini che sguazzano in mare e famiglie che si preparano per il pic nic serale...Ma noi in ogni caso siamo all'erta, ci stiamo preparando psicologicamente nel caso in cui qualcosa di più serio succedesse, e aspettiamo.
E in questo gran casino, i barbuti restano fedeli al loro copione demenziale: ieri sera sono passati in plotone, correndo, sotto le nostre finestre, particolarmente rumorosi e scoordinati, e abbiamo pensato che fosse una specie di parata di protesta per aizzare gli animi per il bimbo ucciso.
Ma poi, mentre correvano tutti seri tra le macchine, sono rimasti impantanati in mezzo a un corteo nuziale, tra macchine tutte tempestate di lucine colorate, fiocchi, nastri e amplificatori che sparavano a mille canzonette festaiole...insomma, i soliti sfigati di sempre, altro che Benny Hill!!!
In questi pochi giorni, insomma, sono già successe tante cose, cose di cui non parlerò qui, ma alcune delle quali cambiano tutto lo scenario... Mi porto dietro una valigia dall'Italia carica di situazioni complicate che faccio fatica a gestire, e trovo qui altre cose altrettanto complicate che non governo bene e non so bene come affrontare. Ma niente di tutto questo è grave davvero, sono cose della vita, persone che vanno e persone che vengono, momenti in cui tutto prende a sgretolarsi e momenti in cui trovi appigli che non pensavi di avere. E' tutto un divenire, un cambiare strada, un capire cose nuove e un accettare di non capirne tante altre. Mi faccio domande e non mi dò molte risposte (Marzullo sarebbe fiero di me!), ma in fondo, che importanza ha? Le cose vanno come devono andare, e se ogni tanto vanno male, poi il vento cambia, o forse sono io che cambio punto di vista e riprendo la mia strada verso un diverso orizzonte.
Chissà.
Se non altro, mi sembra che con Abd, il mio ingegnere, le cose vadano decisamente meglio... Abbiamo parlato un sacco, di tutto,non so perchè gli è presa così.
Ho scoperto che è dal 2002 che non esce da GZ (!!!), e l'ultima volta è stato solo per un paio di giorni, per andare a tiberiade a fare il bagno nel lago.
Chissà se quel giorno di 14 anni fa pensava che ci sarebbe tornato presto, che ci sarebbe stata una prossima volta molto prossima, che la normalità della sua vita sarebbe stata andarci ogni volta che avesse voluto...
Abbiamo parlato di religione, della sua, di quella che io non ho, del perchè, del percome, ed è affascinante sentire che con le parole si aprono piccole brecce nella muraglia che ci separa. Perchè di una muraglia si tratta, l'abisso culturale e sociale che c'è tra noi, amplificato dalla differenza di genere, è monumentale, e non potremo mai colmarlo. Ma piano piano, la curiosità (sua) e, forse, una nuova fiducia (sempre sua) ci stanno portando a sondare terreni impervi ma percorribili, dove due persone così diverse possono comunque ascoltarsi e accettarsi, anche se non capirsi.
Io del suo mondo qualcosa so già, grazie a quello che ho letto, visto e sentito. Lui del mio mondo non sa quasi nulla, ed è difficile trasferirgli, dal niente, cose che per me sono assodate e sacrosante, oltretutto attraverso la barriera di una lingua non sua che non padroneggia e lo confonde.
Come fai a saltare a piè pari tutto il femminismo e far capire a un mussulmano praticante che se lui e sua moglie discutono non è giusto che alla fine vinca lui solo perchè la legge di dio glie ne dà il potere in quanto uomo??? Lui è sinceramente convinto che nella famiglia ci sia bisogno di un leader che si addossa tutte le responsabilità e ha l'ultima parola su tutte le questioni, perchè altrimenti, dice, non ci si metterebbe mai d'accordo. E vai a spiegargli del compromesso, dell'oggi tu domani io, senza bisogno di un arbitro superiore e comunque di parte, ecc...
Come si fa a ignorare un secolo di manifestazioni per la parità di diritti e far capire, a qualcuno che è convinto di proteggerle, che le donne non hanno bisogno di un uomo che garantisca per loro se sono maggiorenni e vogliono sposarsi, o che dovrebbero avere il diritto di scegliere se vogliono o meno svolgere una qualche attività, senza sentirsi dire che per inadeguatezza fisica o psicologica non è roba per loro...
Come si fa?....Però mi ascolta, mi interroga, cerca di capire, mi obietta ma poi accetta le mie risposte, mi fa domande trabocchetto, e a volte mi fa cascare in luoghi comuni dai quali posso solo uscire ammettendo che, appunto, lo sono.
E oggi per la prima volta, non so perchè, mi ha raccontato di come è morto suo fratello, un anno fa, mentre prestava soccorso nelle zone bombardate, freddato a 22 anni da un cecchino che lo ha preso di mira e gli ha sparato. E di come per lui e i suoi genitori il dolore è stato grandissimo ma è stato mitigato dalla consapevolezza che è successo per volere di Dio, e quindi non ci si doveva addolorare troppo.
Io non so se sia vero, se sia possibile credere così tanto da riuscire a provare meno dolore...oppure se dirlo non sia un modo per convincersi che non si soffre più quando dentro invece si sanguina ancora. Ma se credere può aiutare questa gente ad affrontare quello che vivono ogni giorno, allora forse la religione a qualcosa di buono serve davvero...
E la sua è solo una storia tra tante, nè particolarmente drammatica nè particolarmente toccante... Tutti qui hanno una o molte storie del genere da raccontare...e mi stupisce che nonostante questo non li ho mai sentiti una volta alzare i toni, inveire, mai una volta imprecare contro i Caimani del ca*** o roba del genere...Sempre calmi, sorridenti, politicamente corretti, come se non stesse succedend a loro...
Comunque, a parte questa parentesi di tristezza, ho avuto anche qui un bentornato gioioso e chiassoso, grandi abbracci e sorrisi, sembra proprio che tutti fossero felici di rivedermi!
Ho ripreso le attività (che sembrano essere sul punto di decollare, insh'Allah) e ho ripreso anche un pò di vita sociale, inaugurata da un tentativo, peraltro fallito, di organizzare una cena sul nostro finto terrazzo...che sta 5 piani sopra la nostra vera cucina!!! Un tantino scomodo per fare e disfare la tavola, ma per una volta si può fare, anche perchè la vista da lassù al tramonto è spettacolare!
Al momento sono da sola con la ragazza francese che era qui anche a maggio, Gae, perchè S è a Ger per un sopralluogo. La tipa è ok, più o meno, ma un pò stranina... Ieri mi sono svegliata con lei che gorgheggiava nell'altra stanza, a squarciagola, come se stesse facendo solfeggi. A parte che stava per spaccare tutti i (pochi) bicchieri che ci sono rimasti, pensavo fosse uno (stridulo e stonato) esercizio canoro...... Invece alla fine mi dice con tutta la naturalezza del mondo che no, lei non canta, però aveva tanta voglia di gridare un pò......Mah......se non sono strani non li vogliamo....
Vabbè, un bacio ragazzuoli, dalla calda e umida e appiccicosa Gz...
Un bacio!
Sono di nuovo qui, nella mia stanza vista mare, alla fine del Mediterraneo...
Sono stata via per due settimane ma mi sembra di essere mancata per mesi...almeno mi sembrava così, all'inizio...adesso invece, dopo una settimana, è come se non fossi mai partita...tutto tornato normale...più o meno, per quanto possa essere normale vivere in questa assurda realtà...
Con ordine: ho passato una bellissima vacanza a casa, e grazie a tutti per avermi accolta con tanti abbracci, sorrisi, pacche sulle spalle...e un sacco di cose buone da mangiare! Mi avete fatto sentire che vi sono mancata, e che c'è una casa ad aspettarmi, e che ci siete voi ad aprire le braccia per accogliermi ogni volta che tornerò, siano passate 3 settimane o 6 mesi...ed è bellissimo saperlo! :)
Qui le cose sono come le avevo lasciate, la situazione è instabile, ogni giorno succede qualcosa di nuovo (e nemmeno la stampa riesce a star dietro agli eventi, non si riesce a trovare un unico benedetto giornale che raggruppi tutte le ultime news, devi fare la caccia al tesoro per mettere insieme tutti i pezzi...).....
Tra gli scontri a Ger per gli Indiani che sono entrati nella moschea di al-aqsa, hanno spaccato porte e mollato manganellate democraticamente a destra e a sinistra;
tra le minacce di rappresaglia dei barbuti che vogliono organizzare manifestazioni e proteste per la violazione del luogo sacrissimo;
tra gli ennesimi ragazzi 'sparati'in WB e a GZ sempre per i soliti motivi;
tra vari fuochi artificiali che hanno ricominciato a partire da Qui verso Lì (sempre cascando di Qui, però...i barbuti proprio non riescono a fare dei tiri decenti, tra un pò si sparano sui piedi...);
tra i faraoni che fanno saltare in aria un paio di macchine di barbuti e i barbuti che fanno sparire un pò di faraoni;
tra un neonato che viene arso vivo nella sua casa da fanatici caimani che vogliono cacciare la sua famiglia dal WB;
il tutto farcito dal pazzoide con i boccoletti che esce di galera il giorno del Gay Pride a Ger (dopo aver scontato 10 anni per aggressione ai manifestanti durante il Gay Pride del 2006) e che non aspetta altro che accoltellarne altri 6 dieci anni dopo...
Insomma, sembra di essere in un fumetto pulp...tutto fibrilla ma per adesso tutto tace...La vita scorre normale, se guardo fuori dalla finestra vedo ragazzini che sguazzano in mare e famiglie che si preparano per il pic nic serale...Ma noi in ogni caso siamo all'erta, ci stiamo preparando psicologicamente nel caso in cui qualcosa di più serio succedesse, e aspettiamo.
E in questo gran casino, i barbuti restano fedeli al loro copione demenziale: ieri sera sono passati in plotone, correndo, sotto le nostre finestre, particolarmente rumorosi e scoordinati, e abbiamo pensato che fosse una specie di parata di protesta per aizzare gli animi per il bimbo ucciso.
Ma poi, mentre correvano tutti seri tra le macchine, sono rimasti impantanati in mezzo a un corteo nuziale, tra macchine tutte tempestate di lucine colorate, fiocchi, nastri e amplificatori che sparavano a mille canzonette festaiole...insomma, i soliti sfigati di sempre, altro che Benny Hill!!!
In questi pochi giorni, insomma, sono già successe tante cose, cose di cui non parlerò qui, ma alcune delle quali cambiano tutto lo scenario... Mi porto dietro una valigia dall'Italia carica di situazioni complicate che faccio fatica a gestire, e trovo qui altre cose altrettanto complicate che non governo bene e non so bene come affrontare. Ma niente di tutto questo è grave davvero, sono cose della vita, persone che vanno e persone che vengono, momenti in cui tutto prende a sgretolarsi e momenti in cui trovi appigli che non pensavi di avere. E' tutto un divenire, un cambiare strada, un capire cose nuove e un accettare di non capirne tante altre. Mi faccio domande e non mi dò molte risposte (Marzullo sarebbe fiero di me!), ma in fondo, che importanza ha? Le cose vanno come devono andare, e se ogni tanto vanno male, poi il vento cambia, o forse sono io che cambio punto di vista e riprendo la mia strada verso un diverso orizzonte.
Chissà.
Se non altro, mi sembra che con Abd, il mio ingegnere, le cose vadano decisamente meglio... Abbiamo parlato un sacco, di tutto,non so perchè gli è presa così.
Ho scoperto che è dal 2002 che non esce da GZ (!!!), e l'ultima volta è stato solo per un paio di giorni, per andare a tiberiade a fare il bagno nel lago.
Chissà se quel giorno di 14 anni fa pensava che ci sarebbe tornato presto, che ci sarebbe stata una prossima volta molto prossima, che la normalità della sua vita sarebbe stata andarci ogni volta che avesse voluto...
Abbiamo parlato di religione, della sua, di quella che io non ho, del perchè, del percome, ed è affascinante sentire che con le parole si aprono piccole brecce nella muraglia che ci separa. Perchè di una muraglia si tratta, l'abisso culturale e sociale che c'è tra noi, amplificato dalla differenza di genere, è monumentale, e non potremo mai colmarlo. Ma piano piano, la curiosità (sua) e, forse, una nuova fiducia (sempre sua) ci stanno portando a sondare terreni impervi ma percorribili, dove due persone così diverse possono comunque ascoltarsi e accettarsi, anche se non capirsi.
Io del suo mondo qualcosa so già, grazie a quello che ho letto, visto e sentito. Lui del mio mondo non sa quasi nulla, ed è difficile trasferirgli, dal niente, cose che per me sono assodate e sacrosante, oltretutto attraverso la barriera di una lingua non sua che non padroneggia e lo confonde.
Come fai a saltare a piè pari tutto il femminismo e far capire a un mussulmano praticante che se lui e sua moglie discutono non è giusto che alla fine vinca lui solo perchè la legge di dio glie ne dà il potere in quanto uomo??? Lui è sinceramente convinto che nella famiglia ci sia bisogno di un leader che si addossa tutte le responsabilità e ha l'ultima parola su tutte le questioni, perchè altrimenti, dice, non ci si metterebbe mai d'accordo. E vai a spiegargli del compromesso, dell'oggi tu domani io, senza bisogno di un arbitro superiore e comunque di parte, ecc...
Come si fa a ignorare un secolo di manifestazioni per la parità di diritti e far capire, a qualcuno che è convinto di proteggerle, che le donne non hanno bisogno di un uomo che garantisca per loro se sono maggiorenni e vogliono sposarsi, o che dovrebbero avere il diritto di scegliere se vogliono o meno svolgere una qualche attività, senza sentirsi dire che per inadeguatezza fisica o psicologica non è roba per loro...
Come si fa?....Però mi ascolta, mi interroga, cerca di capire, mi obietta ma poi accetta le mie risposte, mi fa domande trabocchetto, e a volte mi fa cascare in luoghi comuni dai quali posso solo uscire ammettendo che, appunto, lo sono.
E oggi per la prima volta, non so perchè, mi ha raccontato di come è morto suo fratello, un anno fa, mentre prestava soccorso nelle zone bombardate, freddato a 22 anni da un cecchino che lo ha preso di mira e gli ha sparato. E di come per lui e i suoi genitori il dolore è stato grandissimo ma è stato mitigato dalla consapevolezza che è successo per volere di Dio, e quindi non ci si doveva addolorare troppo.
Io non so se sia vero, se sia possibile credere così tanto da riuscire a provare meno dolore...oppure se dirlo non sia un modo per convincersi che non si soffre più quando dentro invece si sanguina ancora. Ma se credere può aiutare questa gente ad affrontare quello che vivono ogni giorno, allora forse la religione a qualcosa di buono serve davvero...
E la sua è solo una storia tra tante, nè particolarmente drammatica nè particolarmente toccante... Tutti qui hanno una o molte storie del genere da raccontare...e mi stupisce che nonostante questo non li ho mai sentiti una volta alzare i toni, inveire, mai una volta imprecare contro i Caimani del ca*** o roba del genere...Sempre calmi, sorridenti, politicamente corretti, come se non stesse succedend a loro...
Comunque, a parte questa parentesi di tristezza, ho avuto anche qui un bentornato gioioso e chiassoso, grandi abbracci e sorrisi, sembra proprio che tutti fossero felici di rivedermi!
Ho ripreso le attività (che sembrano essere sul punto di decollare, insh'Allah) e ho ripreso anche un pò di vita sociale, inaugurata da un tentativo, peraltro fallito, di organizzare una cena sul nostro finto terrazzo...che sta 5 piani sopra la nostra vera cucina!!! Un tantino scomodo per fare e disfare la tavola, ma per una volta si può fare, anche perchè la vista da lassù al tramonto è spettacolare!
Al momento sono da sola con la ragazza francese che era qui anche a maggio, Gae, perchè S è a Ger per un sopralluogo. La tipa è ok, più o meno, ma un pò stranina... Ieri mi sono svegliata con lei che gorgheggiava nell'altra stanza, a squarciagola, come se stesse facendo solfeggi. A parte che stava per spaccare tutti i (pochi) bicchieri che ci sono rimasti, pensavo fosse uno (stridulo e stonato) esercizio canoro...... Invece alla fine mi dice con tutta la naturalezza del mondo che no, lei non canta, però aveva tanta voglia di gridare un pò......Mah......se non sono strani non li vogliamo....
Vabbè, un bacio ragazzuoli, dalla calda e umida e appiccicosa Gz...
Un bacio!
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