Allora,
d'ora in avanti ho deciso di essere un pò più discreta, anonima, insomma, paranoica :)
Quindi, ecco un piccolo dizionario di emergenza per i momenti bui, in cui non capirete più una mazza di quello che sto dicendo, e sarete tentati di abbandonarmi, e invece no, non potete, perchè la chiave di tutto è qui!!!
LORO, da adesso in poi, saranno gli Indiani, gli Intillimani, i Nani o qualunque altra cosa che finisca con 'ani'... e l'assonanza non è colpa mia!
GLI ALTRI, quelli dentro, erano e rimarranno i Barbuti ( e non Barboni!!!! Anche se...)
Quel POSTO, che è meglio non nominare troppe volte sennò ai Nani gli si accende una lucina rossa e io finisco in una stanza buia con una luce sparata in faccia, sarà GZ, o magari il PLAZA, nei momenti in cui mi sentirò particolarmente di buon umore.
E quando parlerò di EZ sarà per indicare il valico, il gate, il traforo, insomma, avete capito.
Poi, per il resto, avrete notato che ho ricominciato con sta palla delle iniziali dei nomi, ma che ci posso fare, mica posso invadere troppo la privacy della gente ignara... Ma sto valutando la possibilità di affibbiare un bel soprannome a tutti, e via... vedremo...
E per ora direi che può bastare... in questo modo dovrei evitare di apparire sui LORO terminali come una che nomina troppo spesso CERTE COSE e CERTI POSTI, e spero anche di evitare di finire in una galera Indiana... Cmq se sparisco da questi schermi, almeno sapete dove andare a cercarmi ;)
sabato 4 aprile 2015
venerdì 3 aprile 2015
Back to Jeru (...contento papà??? ;)
Ed eccomi di nuovo a Gerusalemme, stesso quartiere stesso hotel,
praticamente sono di casa ormai! :)
Visto che abbiamo un lungo weekend, da venerdì a domenica, ho
deciso di prendermi un break e venire a fare un giro da queste parti. Non è che
mi fossi stufata di stare a Gaza, per niente, solo che avevo voglia di
assaporare un po’ di libertà, di passeggiare per strada, di uscire senza dover
organizzare mille cose anche solo per andare a mezzo km di distanza (tipo
preallertare il logista, fissare un orario, aspettare che arrivi a prendermi
con la macchina, farmi accompagnare, farmi aspettare per tutto il tempo che
devo/voglio restare fuori, farmi riaccompagnare a casa….insomma, una roba più
complicata che se dovessi organizzarmi per andare su Marte…). Mi manca
camminare, mi manca poter tranquillamente passeggiare e guardare le vetrine, e
qui posso farlo senza problemi, e oltretutto il tempo è bellissimo, quindi vai
con lo shopping! ;)
A proposito di cose complicate e di restrizione delle
libertà personali, uscire da Gaza è stata, come prevedibile, una certa qual ‘esperienza’…
Ho avuto fortuna anche stavolta, perché da quando sono arrivata a Erez a quando
sono uscita è passata solo un’ora, mentre il giorno prima una mia collega ce ne
ha passate ben 5… Ma si sa che è così, unpredictable, non sai mai cosa devi
aspettarti al check point quando esci. Comunque, è stato in ogni caso piuttosto
‘interessante’, diciamo così. I controlli dalla parte di Gaza sono stati blandi
come all’ingresso, 15 minuti al massimo, tra tutti e due. Poi l’autista mi ha
lasciata all’imbocco del tunnel, e mi sono fatta questa bella passeggiata in
senso contrario, stavolta avevo il muro che mi veniva lentamente incontro
mentre mi avvicinavo, e se possibile è stato ancora più straniante, almeno nell’altro
senso intuisci che stai andando verso il mare, mentre uscendo è proprio come se
ti stessi avvicinando al muro di cinta della prigione da cui stai uscendo… cosa
che appuntao stai facendo, se proprio vogliamo essere precisi...
E mentre camminavo, con il sole e l’erba e gli uccellini
tutt’attorno (oltre le sbarre, ovvio), ho sentito un paio di simpatici spari
alla mia destra…così… e vedo un gregge di pecore che si era avvicinato un po’ troppo
al muro e alla relativa torretta di osservazione superblindata, e due ragazzi che
mollano il gregge e cominciano a correre come schegge dalla parte opposta,
verso l’interno, allontanandosi come missili dal muro. Dopo un po’ si fermano,
e subito sono partiti un altro paio di spari per incoraggiarli gentilmente a
continuare la loro corsa verso l’interno. Ma insomma, alla fine in due erano e
due sono rimasti, nessuno dei due è rimasto a terra, quindi è andata bene……No?......
| Source: http://lost-in-the-middle-east.blogspot.co.il/2011/07/trip-to-erez-crossing.html |
E’ pazzesco…quelli delle torrette di guardia hanno il
grilletto piuttosto facile, non ci mettono niente a tirare su un pastore o su
chiunque altro si azzardi a camminare nella buffer zone (500 mt dal muro nella
parte interna di Gaza), e a quei due ragazzetti è andata decisamente bene… chissà
come faranno a recuperare le loro pecore, che invece sono rimasta così vicine
al muro… E in tutto questo io ero a 200 metri di distanza che camminavo dentro
il tunnel, con il mio zaino in spalla, verso un weekend di relax… Assurdo…
Cmq poi, quando ‘ESCI FUORI DAL TUNNEL-L-L-L-L’, arrivi nell’hangar,
lo stesso dell’andata ovviamente, solo che stavolta c’è qualche controllino di
più… non è che gli Israeliani amino particolarmente far entrare gente che viene
da Gaza, indipendentemente dalla nazionalità. Anzi, direi che se potessero
sbarrerebbero anche quei due varchi che sono rimasti e tanti saluti, non ci resterebbe
che il paracadute… Oddio, gliel’ho
suggerito!!!! uahuahuah
Insomma, arrivi, fai la fila per poter entrare nel primo
recinto, poi depositi i bagagli su un tapis roulant che li passa al metal
detector come all’aeroporto. Poi aspetti che si accenda la lucina verde e ti
facciano passare nel secondo recinto, dove c’è un body scanner gigante in cui
entri e ti fanno una bella TAC completa (come dice Ba, se dopo almeno ti
dessero i risultati, non avresti più bisogno di andare a fare gli esami all’ospedale!!!).
Poi si accende un’altra lucina verde e passi nel terzo recinto, dove ti
lasciano per qualche minuto mentre loro ti guardano dall’alto, da dietro i loro
vetri antiproiettile, mentre scrutano i files che hanno su di te per capire se
devono romperti le palle o possono farti passare tranquillamente. In tutto questo
tu non ha nessun contatto con i militari, doganieri, non so come chiamarli… Hanno
paura che qualcuno si faccia saltare in aria durante i controlli, e quindi se
ne stanno ben lontani dalla gente che
attraversa, controllando tutti con mille telecamere, metal detector, scanner e
compagnia bella.
Altra lucina verde, insomma, e passi a recuperare i tuoi
bagagli, che di solito vengono aperti e minuziosamente controllati (a me hanno
solo aperto la zip dello zaino e nulla più), e alla fine non ti resta che il
controllo dei documenti, con la signorina nel buzzicotto blindato che controlla
scartoffie e schedari e ti fa un po’ di domande ‘trabocchetto’: che cosa facevi
a Gaza? Qual è esattamente il tuo ruolo? Qual è il nome di battesimo di tuo padre?
Come si chiamava il tuo primo animale domestico?... Lo so, sembrano le cose che
ti vengono chieste quando apri un nuovo account di posta elettronica… Chissà,
magari mi faranno omaggio di un nuovo indirizzo mail israeliano… ;)
E poi, grazie a dio, sei fuori… rivoltato come un pedalino,
scrutato come se avessi commesso chissà quale orribile reato (in effetti, pure
te, sei voluto entrare a Gaza, ecchecca***!!! Te lo meriti che, come MINIMO, ti
facciano saltare un po’ i nervi… E la cosa divertente è che appena arrivi al
primo controllo c’è un bel cartello con su scritto ‘Benvenuti’ in ben 3 lingue…
Sono proprio spiritosi!). E poi di nuovo nella civiltà, su autostrada perfette,
tra casette linde e pinte, bei tralicci elettrici che svettano nel cielo
primaverile in tutta la loro gloria, agglomerati splendenti nel sole, magnificenti
lavori di ampliamento e ammodernamento della sede stradale per realizzare
viadotti iperbolici, gallerie, ponti, con macchinari avveniristici e super
tecnologici… E a due km di distanza la gente vive al buio da 10 anni…
Insomma, dopo tutto sto po’ po’ di casino, sono andata in
ufficio, e nel pomeriggio sono andata con il capo missione a una riunione improvvisata
con il Donatore, quello che tiene i cordoni della borsa e che quindi deve
essere contento di quello che viene fatto con i ‘SUOI’ soldi, o meglio quelli
dei contribuenti francesi, essendo un donatore istituzionale. Questa persona è
il big boss per Israele e Palestina, quindi era un incontro piuttosto cruciale.
Non è che oggi avessi chissà cosa da fargli vedere, ma mi interessava molto
capire se condivide il mio approccio, dato che è quello su cui si regge tutto
il senso del mio stare qui. Cioè, in breve, a parte le esperienze umane e di
vita, io ho interesse a fare questo tipo di lavori solo se mi permettono di
farlo come dico io, provando a fare cose innovative, diverse da quello che
viene fatto di solito, e possibilmente più intelligenti (non che ci voglia
molto, onestamente, ma quasi nessuno si prende la briga di farlo, in genere). E
siccome le cose che escono un po’ fuori dagli schemi e dagli standard di solito
sono più complicate da fare e richiedono una mente un po’ più aperta di quella
della media dei funzionari UN e/o ministeriali, avevo abbastanza paura di
trovarmi davanti uno interessato solo a non avere rogne e a ‘portare a casa il
risultato’ (cit. BORIS, ovviamente J)
piuttosto che alla qualità del medesimo. Nella scala gerarchica, il capo
missione mi appoggia, almeno in linea generale, ed è molto interessato alle mie
proposte, quindi il Donatore era il gradino superiore. Ed è andata molto bene! Non
mi sono troppo sbottonata, ma sui principi base è stato d’accordo, quindi
yeeeeeeee, un altro punto per me! Adesso però devo riuscire di mantenere tutte
le promesse che a parole sto facendo… speriamo bene!!!!
Comunque è una bella sensazione, è la prima volta che mi
sembra davvero di essere nel posto giusto al momento giusto, cioè che non ho l’impressione agghiacciante che
si siano tutti sbagliati ad assumermi, a scegliere me… Di solito è questo
quello che penso, cioè di averli intortati, di avergli fatto credere che so
fare cose che in realtà non so fare, e quindi ho sempre l’ansia da prestazione,
la paura di non riuscire e di venire prima o poi smascherata e cacciata via…
Ovviamente esagero, però fino ad oggi non mi sono mai sentita sicura di me
stessa, ho sempre avuto paura di espormi, di sbagliare mossa, di dire cose che
non dovevo dire, di equivocare il ruolo di qualcuno e fargli la domanda
sbagliata, di fare una cosa senza conoscere bene la procedura e quindi fare
casino…
Invece adesso no… Sarà che ho studiato parecchio negli
ultimi mesi, mi sono addentrata un po’ nei meandri dei meccanismi della
cooperazione e dell’emergenza (che fino ad ora ho vissuto solo di striscio), e
quindi ho capito un po’ meglio quali sono le complicate procedure che regolano
questo mondo articolato e spesso confuso. O sarà che le persone con cui mi sono
confrontata fino ad ora la pensano abbastanza come me, sono flessibili e
sembrano critici nei confronti del sistema codificato…non so… Ma fatto sta che
per la prima volta mi sento a mio agio, mi sembra di sapere esattamente cosa
devo fare e come, non ho paura di sbagliare, anche se so che a volte sbaglierò,
e non mi sento intimidita dai vari personaggi con cui entro in contatto, con
ruoli diversi e mille definizioni diverse, che non sai mai che cosa fanno e se
hanno qualche potere decisionale su quello che fai tu oppure no… Forse sono
cresciuta… lo so, sarebbe pure ora direte voi, ormai c’hai n’età… ma è la prima
volta che mi sento così… Speriamo bene, di non avere docce fredde più in là! Ma
per adesso la sensazione è inebriante!
Baci a tutti
PS: L'altro giorno con il mio nuovo, secondo coinquilino (N) abbiamo rivisto Point Break, e ci è venuta la fantastica idea di provare a fare surf a Gaza beach... e soprattutto di vedere la faccia dei militari quando ci presenteremo a Erez con una tavola da surf sotto il braccio cercando di farla passare attraverso il metal detector!!! uahuahuha :)
![]() |
| Source: http://news.bbc.co.uk/2/hi/middle_east/8631860.stm |
domenica 29 marzo 2015
Vita sociale, finalmente!
Questa settimana è stata un vortice di vita sociale, sono
ancora ubriaca (di sensazioni, non di alcol, anche se…).
Lunedì è arrivata C, una giornalista francese che si è fermata
fino a stamattina ed è stata in guest house con me… finalmente c’è di nuovo
vita sulla terra! Mi ricorda molto Clara, come dinamismo e attitudine,
simpatica e divertente. Il giorno dopo è arrivato anche G, il capo missione,
quindi eravamo ben tre in casa, una folla!
E oltre all’allegria e al casino
dovuto alla presenza di tante persone nuove, il responsabile della sicurezza H,
che normalmente è sempre nervoso e cupo, depresso in senso clinico, si è
svegliato inspiegabilmente felice e ha addirittura proposto di andare a fare
tutti quanti insieme una passeggiata sulla spiaggia! Così finalmente ho messo
piede sulla sabbia, ho toccato l’acqua, è stata gioia pura! Non potete capire
il senso di libertà, benessere, leggerezza! C’erano cavalli che si bagnavano
nell’acqua, bambini che correvano, persino un cammello, su cui H è addirittura
salito per farsi fare delle foto da noi!!! E’ stato bello anche vedere una
persona che palesemente non sta bene riuscire a staccare per un attimo dalle
sue angosce e divertirsi come un ragazzino!
Poi G è ripartito ma è arrivato S, uno dei miei due
coinquilini… Un tipo molto simpatico, british, iperattivo e molto disponibile.
Grazie a C abbiamo conosciuto un po’ di gente della croce rossa e abbiamo fatto
ben tre, dico tre, serate nelle varie case nelle quali sono alloggiati, che
festa! Insomma, un turbinio di persone nuove, ne avevo proprio bisogno… lontani
ormai i tempi della solitaria clausura del fine settimana :)
Una cosa troppo divertente: mi hanno abilitata per poter
aprire la porta dell’ufficio senza chiavi, con un tastierino elettronico
montato all’ingresso, che funziona con le impronte digitali!!! Mi sono sentita
troppo in Mission Impossible, la prima volta che ho provato il brivido di
mettere il mio pollice sul lettore e vedere l’impronta scansionata e la porta
che si apre!!! Sul display ci sono pure le stringhe di Matrix...Fantascienza pura!
Invece giovedì ho avuto un po’ una doccia fredda, ma dovevo
aspettarmelo prima o poi… Sono andata a conoscere un ingegnere di Gaza, Imad al
Khaldi, che ha sviluppato una tecnologia molto interessante e intelligente per
bypassare la cronica mancanza di materiali (cemento, acciaio e aggregati) che
affligge Gaza a causa dell’embargo, e per iniziare a ricostruire quello che è
stato distrutto da tante guerre successive.
Qui Israele ha paura che
vengano ricostruiti i tunnel che sono stati distrutti e che vengano fabbricate
armi, e quindi controlla fino all’ultimo sacco di cemento e fino all’ultima
barra di ferro perché sono considerati ‘dual use materials’, cioè materiali che
possono essere usati per scopi sia civili che militari. Di conseguenza ha messo
in atto un meccanismo di controllo e filtraggio di quello che entra molto
complicato e farraginoso, che nemmeno le organizzazioni che lavorano qui hanno
ancora ben capito come funziona…
Fatto sta che i privati cittadini non hanno
diritto ad accedere a questo meccanismo e quindi possono solo comprare i
materiali al mercato nero, pagandoli anche 10 volte il loro prezzo reale… Il
che ovviamente è insostenibile e fa sì che la maggioranza delle persone
sfollate continui a vivere o tra le macerie o in casa di parenti o nelle scuole
o nelle strutture di emergenza…
Il signor Al Khaldi, per contribuire a risolvere questo
problema, ha sperimentato per anni e ha messo su una impresa per produrre
mattoni fatti di un tipo particolare di terra e che, senza bisogno né di
cottura né di elettricità né di cemento né di ferro possono realizzare degli
edifici molto belli con cupole, archi, ogive ecc, in puro stile
arabo/palestinese.
Io avevo letto degli articoli su di lui ed ero super
interessata a conoscerlo e a utilizzare i suoi mattoni…
Peccato che alla fine
della nostra riunione lui mi abbia spiegato, con quel suo sguardo rassegnato e
gentile, che le autorità locali, quando si sono rese conto che la sua
tecnologia avrebbe potuto minacciare l’importazione di cemento e altri
materiali, gli hanno ‘gentilmente’ fatto capire che non era gradita la sua
attività su larga scala e che poteva continuare solo per piccoli interventi non
troppo visibili… E le UN, che gli avevano firmato un contratto considerevole,
hanno pensato bene di rescinderlo e tenersi buone le autorità, anziché battersi
per promuovere una tecnologia che aveva tutte le carte in regola per svoltare
veramente la situazione abitativa di Gaza… disgustoso…
http://www.al-monitor.com/pulse/originals/2014/12/palestine-gaza-reconstruction--siege-new-technology.html
Invece oggi è stata una giornata iper emozionante… Prima
sono andata con S a Rafah, estremo sud di Gaza, quasi in Egitto, a vedere qualcosa
che pochi hanno mai avuto l’autorizzazione di vedere, in un posto in cui
pochissimi sono mai potuti entrare, in mezzo a personaggi che un bel po’ di
brividi li mettevano… Non posso dire altro, ovvio, ma è stata una sensazione
incredibile, essere lì… da film di Bruce Willis…
E poi siamo tornati in città e
ci hanno portati a vedere una casa che è stata attraversata, letteralmente, da
una bomba che ha sfondato 4 solai ed è passata attraverso 4 piani senza
esplodere per poi andare a conficcarsi nel sottosuolo… Pare che ce ne siano
migliaia in giro, di ordigni inesplosi, e sul posto c’era una squadra di 4
persone che sta scavando A MANO un tunnel nella sabbia, sotto l’edificio,
sdraiati in un cunicolo di 60 cm, per cercare la bomba e riportarla alla luce…
senza saltare in aria nel mentre… Mamma mia, allucinante, hanno un coraggio
assurdo… ma non hanno alternative…
Insomma, questo posto è un turbinio di emozioni, ho la testa
che rimbomba di informazioni, pensieri, immagini… ho l’adrenalina a mille e non
mi rendo ancora conto di essere davvero qui… :) :)
sabato 21 marzo 2015
Pensieri vari di un criceto – part 2
Comunque, in tutto questo, mi sono sorpresa di aver visto davvero
poche armi in giro: qui solo un paio di barbuti con la mitraglietta, e a
Gerusalemme praticamente nessuno… Ho tutto il tempo per ricredermi, ma mi
aspettavo un’apparenza molto più violenta. Anche adesso che ci sono state le
elezioni in Israele, con i tristi risultati che tutti sanno, mi aspettavo che a
Gaza facessero manifestazioni, protestassero, facessero un po’ di casino
insomma…e invece niente, tutto tace, tutto tranquillo. Non so se è
necessariamente un buon segno, ma hanno tutti alzato le spalle dicendo ‘vorrà
dire che non cambierà niente neanche stavolta’, con fatalismo e rassegnazione.
E’ incredibile quanto siano accoglienti e gentili… Sto
facendo amicizia con Mohammed, l’assistente logista, che è veramente gentile,
carino, simpatico, disponibile… Anche Samah, la PM (che non vuol dire giudice…)
con cui sono più in contatto è davvero carina, mi ha promesso che mi
accompagnerà a fare shopping appena ha un momento, e intanto chiacchieriamo un
sacco… Con loro puoi parlare di tutto, sono aperti, ironici, disposti allo
scherzo… E’ vero che per ora sono chiacchiere superficiali, non siamo ancora
entrati in confidenza, ma sono persone molto gradevoli, a dispetto
dell’immagine che uno si può costruire nella testa stando a diversi
telegiornali di distanza. E’ l’ennesima lezione di vita, la dimostrazione che
generalizzare è sempre l’errore più pericoloso.
La cosa che mi fa più difficoltà, quando vado in giro per
riunioni e appuntamenti, è tenere sotto controllo la mia mano destra, che tende
ad animarsi di vita propria e a scattare in avanti non appena mi presentano
qualcuno di nuovo… E allora devo riacchiapparla con nonchalance, che so,
facendo finta che mi stavo aggiustando la manica della giacca, o deviare al
volo la sua traiettoria, come se fosse partita in avanti perché mi volevo
aggiustare i capelli… Eh si, in quanto donna, qui non puoi dare la mano a un
uomo che non conosci, quando ti viene presentato, a meno che non sia lui a
tenderla per primo verso di te. Il che ovviamente mi crea grossi problemi di
spasmi muscolari da controllare… è un riflesso talmente automatico… E poi, cosa
dovrei farne delle mani, sentiamo, mentre mi presentano uno? Le unisco insieme
tipo saluto giapponese? Mi tocco la fronte, tipo saluto militare?...E’ molto
frustrante dover trattenere un gesto istintivo, che sento come una
manifestazione di buone intenzioni e apertura… Non dare la mano mi pare quasi
un insulto… e invece è il contrario… Ovviamente è diverso da persona a persona,
alcuni uomini te la danno tranquillamente, la mano, e soprattutto in ufficio o
in ambito internazionale, quando sono abituati a interagire con donne europee o
americane, non si fanno nessun problema.
Ma devo dire una cosa (sempre da prendere con le molle):
sapevo che mi sarebbero capitate cose del genere, e mi aspettavo che avrei
reagito da donna occidentale emancipata e cosmopolita, adattandomi alla
tradizione locale ma con sdegno, orgoglio femminista ferito, e cose del genere.
E invece, almeno per quanto riguarda questo piccolissimo aspetto, mi sembra
quasi di capirne il senso… Non è che non mi toccano perché mi considerano
inferiore, impura, infedele, o che so io… Me ne accorgerei da altre cose, se
pensassero questo, da come mi parlano, da come mi guardano, da come si
relazionano a me… e lo fanno con grande rispetto, considerazione, garbo. No,
non mi vogliono toccare per non offendermi, per dimostrarmi riguardo, perché
non essendo parenti loro non hanno il diritto di toccarmi. E’ strano, è un modo
totalmente estraneo di pensare, conservatore, retrogrado, quello che volete… Però
va interpretato per quello che è, e non travisato leggendolo attraverso le
nostre abitudini socio culturali. Non voglio assolutamente giustificare tutto
quello che spesso è legato all’islam, le donne maltrattate e senza diritti,
l’intolleranza per le altre religioni, eccetera… Ma è che non si può fare di
tutta l’erba un fascio, non tutti ragionano nello stesso modo, non tutti i
paesi hanno lo stesso livello di intransigenza e non tutte le persone sono
altrettanto chiuse e retrograde. Tutto qui.
Altra cosa: siamo in medio oriente, terra di mori e di
beduini, per cui mi sarei aspettata un popolo scuro, di pelle scura, occhi
scuri e capelli scuri. E invece, a parte che probabilmente sono una mescolanza
indefinita di razze e tipi fisici, non avete idea di quanti rosci ci siano in giro! Ma non dico biondicci
o castani (ci sono anche quelli, e tanti), ma proprio rosci-rosci (come si dice
a Roma), lentiggini e zazzera color carota... e ti parlano in arabo… sembra un
film irlandese tradotto! :)
E comunque, anche dalla mia finestra si possono vedere delle cose curiose... In Sud Sudan poteva capitarmi di incontrare per strada uno struzzo, è vero, altri livelli... Ma avere la spiaggia davanti casa permette di farsi una bella idea di come vive la gente qui. Ci sono persone che vanno a cavallo sul bagnasciuga...una volta ho visto un dromedario....prima c'erano dei tizi che facevano cross...e due surfisti...e poi, questo genio, che non voleva nemmeno sporcarsi di sabbia le scarpe!!! Mitico...
venerdì 20 marzo 2015
Pensieri vari di un criceto – part 1
Cario Diario,
....…ehm....…no, scusate, questo è un Blog…...ma in fondo non è che sia
molto diverso…In realtà è molto più figo di un semplice diario perché anziché fare
soliloqui con me stessa ci siete voi che mi fate ridere con i vostri commenti,
e che mi fate sentire che quello che scrivo è come se ve lo raccontassi di
persona… Però alla fine questo E' a tutti gli effetti un diario, e come avevo già sperimentato in
Sud Sudan, ha un valore terapeutico, ovviamente… Mi fa compagnia quando non so
che altro fare, mi dà lo stimolo a osservare con più attenzione le cose che mi
capitano perché poi le vorrò scrivere e raccontare***, e mi fa sentire che tutto
questo pezzo di vita non si perderà nel marasma generale dei ricordi ma rimarrà
sempre qui, nero su bianco, e non solo per me che lo sto vivendo ma anche per
tutti voi, che quindi, sarete stati tutti un po’ qui con me…
Insomma…Venerdì, 9 e mezza del mattino, primo giorno di weekend…giornata nuvolosa ma
sole caldo…fuori almeno. Io, invece, tappata in casa, con due maglioni e una
sciarpetta (dentro si gela, se sta casa si comporta così anche d’estate, sarà
una meraviglia!).
Mi sembra di essere un criceto… in una bella gabbia
spaziosa, con tutti i confort (quasi), tutti i letti che voglio (potrei
provarne uno diverso ogni sera, così, tanto per variare un pò), una profusione
di poltrone e divani (rigorosamente marroni con rivestimento in peluria come da
copione), splendida vista sulla spiaggia…...Peccato che non posso uscire....… O
meglio, potrei anche, se chiamassi il logista, lo facessi venire fin qui, mi
facessi portare in giro in macchina non so nemmeno io dove, e poi mi facessi
riaccompagnare a casa…
Se ci penso bene, dev’essere un po’ la vita che fanno le
Superstar…non è che possono prendere e andare a passeggio, se non vogliono
essere assaltate dai paparazzi… E così pure io...… Dopo l’esperienza di
quest’estate in Indonesia (vero Ale…Barbara…!!!) dove avevamo frotte di 'FAN'
che ci pedinavano sulla spiaggia per potersi fare una foto con noi, adesso io
ho i miei bodyguard e la pseudo-limousine privata per andare fino davanti all’ingresso
del supermercato e poi subito indietro verso casa…. è che a Gaza ho troppi
fan.....…uahuahuah
Vabbè, detta così sembra più drammatico di quello che è. Se
ripenso al Sud Sudan mi viene da ridere…lì stavo in mezzo al nulla, né luce né
gas né elettricità né internet, un caldo abnorme ovunque, niente di niente da fare, Bruno che non c'è stato per la maggior parte del tempo, un
villaggio sperduto di 5000 anime, comfort per l’igiene personale pari a quelli
del neolitico…Qui sto in paradiso in confronto! L’unica cosa è che lì, almeno,
potevo uscire. Non si sa cosa potevo fare, poi, una volta uscita, oltretutto a
40 gradi…Ma potevo muovermi, respirare l’aria, sentire il sole sulla pelle
(pure troppo)…invece qui, tra quattro mura, da 10 giorni, soffoco un po’…...Prima mi stavo facendo tenerezza da sola, sedia in mano, a cercare qual'è il punto della casa in cui entra un pò più di sole, scoprire che è la verandina della cucina, aprire la finestra e incastrarmi in quel mezzo metro quadro in cui potevo sia stare all'aria (ero praticamente fuori dalla finestra) che avere il sole su faccia e parte superiore del busto (vabbè, mica si può avere tutto...)...che bella sensazione...una posizione da contorsionista, non proprio rilassante, ma almeno era sole!!! Quello vero!!!! E' una sensazione sottovalutata, quella di sentirselo addosso, sulla pelle o attraverso i vestiti, il sole...
Non è
che in questi giorni non sia mai uscita di casa, certo, però per intermezzi sempre troppo brevi.
Meno male che non mi hanno dotata di tapis roulant (come ho visto in altri
appartamenti tipo questo), perché sennò la versione umana del criceto che corre
dentro la ruota sarebbe stata completa!!!
L’altra sera, finalmente, mi ha chiamato un ragazzo italiano
che va e viene da Ramallah, e mi ha invitato a cena con un po’ di amici…non mi
pareva vero…un’ora d’aria, yeeeeeeee! Loro stanno tutti in un’altra di queste
torri, un po’ più a nord della mia, e hanno l’ufficio in quella di fronte.
Quelli che ho conosciuto io lavorano per 3 organizzazioni diverse, ma col fatto
che stanno tutti nello stesso palazzo fanno in fretta a scendere a prendere un
thè insieme o a organizzare una cena. Io invece, al massimo, potrei scendere al
piano di sotto dai Turchi, credo vivano e lavorino addirittura nello stesso
appartamento, e la conoscenza potrebbe essere simpatica considerando che uno di
loro è IDENTICO a Giacomo (di Aldo Giovanni e Giacomo) però col riporto…uahuah
una meraviglia, potrei passare tutta una serata a ridere solo guardandolo!
La fregatura è che le ONG Italiane sottostanno alle procedure della Farnesian, che non permette più di stare più di 2/3 giorni di seguito a Gaza. Quindi la gente viene e dopo qualche giorno deve andarsene, per poi tornare dopo qualche altro giorno. Io non so come fanno, non è esattamente come attraversare il casello in autostrada...sai che stress fare avanti e indietro ogni settimana! E quindi io, che invece sto con i francesi, me ne resto tranquillamente qui, senza tutti sti sbattimenti, anche se sola come un cane (anzi, un criceto)...Certo che sono disposta proprio a tutto, pur di non fare cose che vadano contro la mia pigrizia ;)
Oltretutto, non è che dorma molto bene, e sono un paio di mattine che mi sveglio in modo surreale… Avete
presente Full Metal Jacket o film del genere?
Ecco, uguale.
La mia stanza dà su
una delle strade principali e ci sono plotoni di soldati che simpaticamente si
esercitano alle 7 del mattino correndo e cantando a squarciagola sotto le mie finestre. Sembrano
Marines e invece sono Barbuti, però sono tanti, e hanno dei polmoni di tutto
rispetto…se riescono a svegliare me, notoriamente ghiriforme…Oops, no, volevo dire cricetiforme...insomma, avete capito!
*** Cuggi, non fare la vaga, io per adesso le racconto, ste cose, ma poi tu non ti illudere, stavolta dovrai farci almeno un videoclip!!! Mi hai abituato bene e adesso non puoi mica rimangiarti la tua arte! La prima volta, una canzone...la seconda, un video...la terza, andiamo agli Oscar!!!! :) :)
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