sabato 9 maggio 2015

Middle East Cinderella




Oggi è stato il primo giorno di lavoro del mio ‘vice’, l’ingegnere locale, Abd. Finalmente!!! Senza di lui sono stata bloccata su diversi fronti per due mesi (eh si, sono già due mesi che sono qui… volati via…) e non ho potuto avviare le attività più pratiche, tipo valutare i piccoli lavori di riparazione di 3 delle cliniche che dobbiamo riabilitare, stimare i costi, avviare i tender e tutto il resto. Adesso sarà un po’ faticoso perché devo impegnarmi il doppio per fare le mie cose e nel contempo spiegare a lui quello che deve fare e come deve farlo, ma sono fiduciosa che nel giro di poco prenderà in mano la situazione e sarà abbastanza indipendente e indaffarato da lasciare a me spazio per altro.
 
Mi piace, mi ispira fiducia, sembra una persona pulita e onesta, intraprendente e autonomo ma allo stesso tempo non supponente o arrogante. Penso, e spero, che sarà piacevole lavorare con lui. Parla poco inglese ma lo capisce abbastanza bene, quindi per ora faccio dei gran monologhi ma spero che impari in fretta, anche se tutto sommato così non mi può contraddire, e non è male come consolazione ;)

L’altro giorno sono andata a vedere come procede la preparazione dei mobili che ho disegnato (ebbene si) per i nuovi uffici. In sostanza ho reinventato Ikea, niente di che, ma ho dovuto progettarli io perché i mobili che si trovano fatti sono orrendi e non si adattavano agli spazi che abbiamo. Quindi, quando finalmente il capo logista si è ricordato che sono un architetto e che potevo salvarlo da affannose e sconclusionate ricerche su google, me li sono disegnati tutti e poi abbiamo affidato la realizzazione a un falegname. Il tipo è di un bravo! Dirige un laboratorio enorme, con almeno 20 dipendenti, e fanno di tutto, con una perizia, una cura, un’abilità che non avrei mai immaginato. Non hanno molte varietà di legno ovviamente, ma quello che hanno lo lavorano veramente bene, attenti ai dettagli, precisi e accurati. E’ un po’ come viaggiare indietro nel tempo, quando non esistevano tutti gli aggeggi prefabbricati in plastica e metallo, e tutto si faceva con i materiali nobili… Ad esempio avevo chiesto delle mensoline da appendere ai pannelli che dividono le varie scrivanie, per appoggiarci sopra fogli, cartelline o qualsiasi altra cosa. E me le immaginavo leggere, tipo plastica o metallo, e invece me le hanno fatte tutte di legno, massicce e compatte, perchè non avevano altro, ovviamente.

Non sono abituata ad avere tutte cose fatte su misura, non fa parte della mia forma mentis, conformata a comprare le cose fatte in serie, tutte uguali, intercambiabili, ordinabili su internet dall’India o dalla Svezia Ed è curioso come le abitudini mentali ti deformino le percezioni… Osservando un divano che stavano finendo di foderare, con tutti i dettagli identici, le cuciture regolari, l’imbottitura perfettamente proporzionata, mi è venuto da pensare ‘accidenti, sembra proprio un divano vero’… come se le cose che compriamo noi nascessero già così, pronte e finite, dal nulla. Mi sono sembrata quei bambini tristi che pensano che in natura il latte esca fuori dai cartoni e che le mucche siano lilla come Milka…
E adesso sono molto curiosa di vedere il risultato finale, di avere l’ufficio arredato con i mobili che ho disegnato io… sperando che il signor Ikea non mi faccia causa per plagio!!!

Ieri poi ho avuto l’appuntamento più assurdo della mia vita… erano un paio di giorni che cercavamo di organizzare, con uno dei ragazzi che lavorano per la croce rossa, di uscire a cena. Abbiamo dovuto rimandare più volte per mancato incastro di impegni vari, ma fin qui tutto normale. Poi avevamo deciso di andare in un posto (tra i 3 che sono autorizzata a frequentare per recenti restrizioni di sicurezza), ma all’ultimo tutti i suoi colleghi andavano lì, quindi abbiamo dovuto cambiare tutto il programma. E non intendo modifica tipo che ci sentiamo e ‘ah, ok, allora andiamo da un’altra parte, poi decidiamo’… ma più una cosa del tipo: avverti il logista che non vai più lì ma da un’altra parte, preallerta l’autista che deve cambiare percorso, avvisa il responsabile della sicurezza che andrai da un’altra parte… insomma, cose così. 

Alla fine lui riesce persino ad avere il permesso di passarmi a prendere con la loro macchina, che non è affatto una cosa facile, ha dovuto fare richiesta il giorno prima... Mi passa a prendere, e con un mezzo sorriso tra l’ironico e l’imbarazzato mi passa un formulario da compilare, con nome, cognome, firma e certificazione che libero la croce rossa da ogni responsabilità per essere salita su una delle loro macchine il giorno tale all’ora tale per andare al tale ristorante… fantastico per la privacy, no? Nessuno saprà mai che siamo usciti… 

La serata è stata molto carina, anche se parlare di serata è un po’ eccessivo, visto che siamo usciti alle 20 e alle 22 avevamo il coprifuoco… E infatti, alle 21.40 gli squilla il telefono, con l’autista che lo avverte che sta per passare a riprenderci, tempo di chiedere il conto e pagare. Ok, no problem. Ma invece dell’autista, un minuto dopo appare il suo capo, che carinamente ci invita a muoverci e ad andare in macchina. Mentre stiamo salendo, alle 22.03, squilla il mio cellulare, con il mio collega che mi sollecita a rientrare subito… Quindi la nostra cena si conclude in macchina con il suo capo e un’altra collega che mi scortano fin sotto la porta di casa… che, notare, è a 500 metri dal ristorante dove stavamo cenando… e io che apro la porta di casa e vengo accolta da un ‘sei in ritardo di 7 minuti’…aiutooooooo!!! 

Insomma, non mi dimentico di dove siamo, anche se spesso è difficile non farlo, vivo in una tale bolla di normalità che devo sforzarmi a pensare che potrebbero in effetti esserci dei rischi, e che sembra essere in corso un peggioramento della situazione… ma tutte ste misure di sicurezza continuano a sembrarmi eccessive e grottesche sinceramente… Però non voglio mettere S in condizione di dovermi ‘sgridare’ ancora, almeno finchè sarà qui (cioè 3 giorni… oddio…pochissimo…), che ovviamente non è divertente nemmeno per lui, quindi cercherò di rispettare le regole al millisecondo, la prossima volta… ma continuano a farmi un po’ ridere… almeno Cenerentola aveva fino a mezzanotte, e un margine di ben 12 rintocchi per ritardare…  :)



1 commento:

  1. Il titolo bellissimo... le domande te le faccio in privato ;-)

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