Oggi è stato il primo giorno di lavoro del mio ‘vice’,
l’ingegnere locale, Abd. Finalmente!!! Senza di lui sono stata bloccata su
diversi fronti per due mesi (eh si, sono già due mesi che sono qui… volati
via…) e non ho potuto avviare le attività più pratiche, tipo valutare i piccoli
lavori di riparazione di 3 delle cliniche che dobbiamo riabilitare, stimare i
costi, avviare i tender e tutto il resto. Adesso sarà un po’ faticoso perché
devo impegnarmi il doppio per fare le mie cose e nel contempo spiegare a lui
quello che deve fare e come deve farlo, ma sono fiduciosa che nel giro di poco
prenderà in mano la situazione e sarà abbastanza indipendente e indaffarato da
lasciare a me spazio per altro.
Mi piace, mi ispira fiducia, sembra una persona pulita e
onesta, intraprendente e autonomo ma allo stesso tempo non supponente o
arrogante. Penso, e spero, che sarà piacevole lavorare con lui. Parla poco
inglese ma lo capisce abbastanza bene, quindi per ora faccio dei gran monologhi
ma spero che impari in fretta, anche se tutto sommato così non mi può
contraddire, e non è male come consolazione ;)
L’altro giorno sono andata a vedere come procede la
preparazione dei mobili che ho disegnato (ebbene si) per i nuovi uffici. In
sostanza ho reinventato Ikea, niente di che, ma ho dovuto progettarli io perché
i mobili che si trovano fatti sono orrendi e non si adattavano agli spazi che
abbiamo. Quindi, quando finalmente il capo logista si è ricordato che sono un
architetto e che potevo salvarlo da affannose e sconclusionate ricerche su
google, me li sono disegnati tutti e poi abbiamo affidato la realizzazione a un
falegname. Il tipo è di un bravo! Dirige un laboratorio enorme, con almeno 20
dipendenti, e fanno di tutto, con una perizia, una cura, un’abilità che non
avrei mai immaginato. Non hanno molte varietà di legno ovviamente, ma quello
che hanno lo lavorano veramente bene, attenti ai dettagli, precisi e accurati.
E’ un po’ come viaggiare indietro nel tempo, quando non esistevano tutti gli
aggeggi prefabbricati in plastica e metallo, e tutto si faceva con i materiali
nobili… Ad esempio avevo chiesto delle mensoline da appendere ai pannelli che
dividono le varie scrivanie, per appoggiarci sopra fogli, cartelline o
qualsiasi altra cosa. E me le immaginavo leggere, tipo plastica o metallo, e
invece me le hanno fatte tutte di legno, massicce e compatte, perchè non
avevano altro, ovviamente.
Non sono abituata ad avere tutte cose fatte su misura, non
fa parte della mia forma mentis, conformata a comprare le cose fatte in serie,
tutte uguali, intercambiabili, ordinabili su internet dall’India o dalla Svezia
Ed è curioso come le abitudini mentali ti deformino le percezioni… Osservando
un divano che stavano finendo di foderare, con tutti i dettagli identici, le
cuciture regolari, l’imbottitura perfettamente proporzionata, mi è venuto da
pensare ‘accidenti, sembra proprio un divano vero’… come se le cose che
compriamo noi nascessero già così, pronte e finite, dal nulla. Mi sono sembrata
quei bambini tristi che pensano che in natura il latte esca fuori dai cartoni e
che le mucche siano lilla come Milka…
E adesso sono molto curiosa di vedere il
risultato finale, di avere l’ufficio arredato con i mobili che ho disegnato io…
sperando che il signor Ikea non mi faccia causa per plagio!!!
Ieri poi ho avuto l’appuntamento più assurdo della mia vita…
erano un paio di giorni che cercavamo di organizzare, con uno dei ragazzi che
lavorano per la croce rossa, di uscire a cena. Abbiamo dovuto rimandare più
volte per mancato incastro di impegni vari, ma fin qui tutto normale. Poi
avevamo deciso di andare in un posto (tra i 3 che sono autorizzata a
frequentare per recenti restrizioni di sicurezza), ma all’ultimo tutti i suoi
colleghi andavano lì, quindi abbiamo dovuto cambiare tutto il programma. E non intendo
modifica tipo che ci sentiamo e ‘ah, ok, allora andiamo da un’altra parte, poi
decidiamo’… ma più una cosa del tipo: avverti il logista che non vai più lì ma
da un’altra parte, preallerta l’autista che deve cambiare percorso, avvisa il responsabile
della sicurezza che andrai da un’altra parte… insomma, cose così.
Alla fine lui riesce persino ad avere il permesso di
passarmi a prendere con la loro macchina, che non è affatto una cosa facile, ha
dovuto fare richiesta il giorno prima... Mi passa a prendere, e con un mezzo
sorriso tra l’ironico e l’imbarazzato mi passa un formulario da compilare, con
nome, cognome, firma e certificazione che libero la croce rossa da ogni
responsabilità per essere salita su una delle loro macchine il giorno tale all’ora
tale per andare al tale ristorante… fantastico per la privacy, no? Nessuno
saprà mai che siamo usciti…
La serata è stata molto carina, anche se parlare di
serata è un po’ eccessivo, visto che siamo usciti alle 20 e alle 22 avevamo il
coprifuoco… E infatti, alle 21.40 gli squilla il telefono, con l’autista che lo
avverte che sta per passare a riprenderci, tempo di chiedere il conto e pagare.
Ok, no problem. Ma invece dell’autista, un minuto dopo appare il suo capo, che
carinamente ci invita a muoverci e ad andare in macchina. Mentre stiamo
salendo, alle 22.03, squilla il mio cellulare, con il mio collega che mi
sollecita a rientrare subito… Quindi la nostra cena si conclude in macchina con
il suo capo e un’altra collega che mi scortano fin sotto la porta di casa… che,
notare, è a 500 metri dal ristorante dove stavamo cenando… e io che apro la
porta di casa e vengo accolta da un ‘sei in ritardo di 7 minuti’…aiutooooooo!!!
Insomma, non mi dimentico di dove siamo, anche se spesso è
difficile non farlo, vivo in una tale bolla di normalità che devo sforzarmi a
pensare che potrebbero in effetti esserci dei rischi, e che sembra essere in
corso un peggioramento della situazione… ma tutte ste misure di sicurezza
continuano a sembrarmi eccessive e grottesche sinceramente… Però non voglio
mettere S in condizione di dovermi ‘sgridare’ ancora, almeno finchè sarà qui
(cioè 3 giorni… oddio…pochissimo…), che ovviamente non è divertente nemmeno per
lui, quindi cercherò di rispettare le regole al millisecondo, la prossima volta…
ma continuano a farmi un po’ ridere… almeno Cenerentola aveva fino a mezzanotte,
e un margine di ben 12 rintocchi per ritardare… :)
Il titolo bellissimo... le domande te le faccio in privato ;-)
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